La visita al “tempio dei cantautori Genovesi”, sorto dalle ceneri dello storico negozio Musica Gianni Tassio, nella via cantata da De André.
In Via del Campo ci sono notoriamente una “graziosa”, una “bambina” e una “puttana”. Ci va anche un “illuso” con propositi matrimoniali e, oggi, c’è persino una targa di pietra che ricorda: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
Qualche settimana fa in Via del Campo c’ero pure io. Giunto a Genova per lavoro, con una troupe televisiva francese al seguito, che tra le altre cose, aveva bisogno di filmare i posti noti della città. Potevo forse farmi scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole?
Allez-y mes amis! Tutti in pellegrinaggio ad omaggiare il Maestro, che ormai, di riffa o di raffa, ha acquisito due nuovi fan parigini.
La Santiago de Compostela di musica e poesia si trova in un groviglio di crêuza de mä (plurale crêuze?), ovvero la Città Vecchia. Area caratteristica dove ho avuto modo di constatare che effettivamente nelle ombrose vie “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, forse per l’altezza e la vicinanza dei palazzi, o forse perché effettivamente deve avere “troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi”.

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...", targa commemorativa di Fabrizio De André.
I problemi della Musica Italiana (e qualche proposta!)
Autore: MdN | Categoria: SOCIETA'Ad Aprile la città di Milano sarà teatro di un lodevole momento di discussione sulle problematiche musicali del nostro paese: “Italia dei Valori ascolta la Musica”. Il forum, che si terrà all’Auditorium Gaber del Palazzo della Regione Lombardia, prevede la partecipazione di artisti (Facchinetti, Di Cioccio, Carletti…), discografici, politici di fama e potere decisionale.
Il promotore dell’evento è Angelo Santori che, per le buone intenzioni, a prescindere dal credo politico di ciascuno di noi, merita i ringraziamenti di chi ha a cuore l’arte delle melodie e delle armonie.
Ispirato dal tema di discussione della manifestazione, “i problemi della musica italiana”, proverò a fornire anche io, nel mio piccolo, un contributo attraverso questo blog. Cercando, dal punto di vista di amante della musica – più che di cantautore emergente (o sommergente che dir si voglia) o giornalista – di proporre anche qualche soluzione e non soltanto evidenziare le falle, enormi e di facile individuazione, di un sistema che ormai da qualche anno provoca in molti rossore, sospetti e disaffezione.
Riflessioni maggiormente focalizzate sul Festival di Sanremo, e ciò che gli ruota attorno, sono invece pubblicate nell’intervista che io e il cantautore Simone Beccarelli abbiamo rilasciato a Cinzia Baronchelli per il numero di Araberara del 10 febbraio 2012.
Leggi l’articolo.
1 – Il problema culturale
Alla radice del malcontento credo ci sia il trasversale abbassamento del livello culturale e del gusto estetico degli italiani, che induce gli intermediari musicali a non preoccuparsi della qualità del prodotto artistico che offrono al pubblico. Una spirale perversa: dato che i gusti del pubblico sono educabili, o male-educabili, e abbassando il livello culturale/artistico dell’offerta, si abbassa anche quello della domanda.
Proposta
In questo caso l’unica panacea è togliere la mano dal portafoglio e mettersela, qualche volta, anche sulla coscienza. Non si può fare di tutt’un erba un fascio, ma nemmeno di tutt’un arte un business.
Chi produce musica e la divulga dovrebbe anche considerare la funzione educativa che questa ha sui giovani, tanto più quando la divulgazione è su larga scala. In tal caso, in via esemplificativa, sarebbe utile evitare che testi scritti con superficialità ed errori grammaticali vincano manifestazioni sovra-esposte come il Festival di Sanremo, per giunta trasmesse in prima serata dalla rete ammiraglia dell’emittente pubblica.
Ad esempio si prenda il testo del brano vincitore dell’edizione 2012, ricco di leggerezze semantiche e sintattiche. Su tutti i versi…
“Se tu hai coscienza guidi e credi nel paese, dimmi cosa devo fare per pagarmi da mangiare, per pagarmi dove stare”
che non sono prettamente un esempio propedeutico di corretto utilizzo della lingua italiana, a cominciare da “guidare” che regge “il” e non “nel”, a meno che non si intenda “guidare l’automobile o un altro veicolo”.
Ciò non aiuta a sviluppare nelle nuove leve (e nei giovani italiani) il gusto per l’accurata ricerca semantica e per la logica testuale, né tanto meno la percezione della correttezza grammaticale.
Se la Presidenza della Repubblica o la Delegazione Italiana per l’UNESCO si esponessero per garantire la qualità e la democrazia artistica dei festival musicali più importanti, la proposizione di esempi aberranti, come il precedente, potrebbe essere evitata (o quantomeno limitata).
Nuova collaborazione con l’arrangiatore/cantautore/polistrumentista Simone “Jahnet” Beccarelli.

Simone "Jahnet" Beccarelli e Marco di Noia
Cari lettori e ascoltatori, purtroppo non riesco più a dedicare molto tempo a questo blog come facevo nei mesi passati. Lavoro intenso, trasloco e situazioni varie ahimè lasciano poco tempo a disposizione. Tuttavia, sebbene abbia il passo di una lumaca zoppa, non sono fermo, così come non lo è la mia musica. :-)
Sono dunque lieto di annunciarvi l’inizio di una nuova collaborazione artistica con un personaggio atipicamente intrigante, nonché amico, compagno di avventure musicali (Autopalco, Area Sanremo…) e arrangiatore: Simone “Jahnet” Beccarelli.
Ve lo introduco…
Le interviste a due ex-colleghi del celebre professore di Oxford, autore de Il Signore degli Anelli e padre del Fantasy!

Alcune delle mie vite (nella foto 2008, sono seduto sulla panchina preferita di Tolkien al Merton College).
Finalmente mi sono deciso a pubblicare anche sul mio blog personale, un articolo che scrissi in una delle mie vite passate (lol), per l’esattezza quella da dottorando di ricerca in culture e letterature comparate (2006-2009). Reperii il materiale per questo testo a Oxford, durante il mio semestre di studio a Cardiff come phd visiting student.
L’articolo che leggerete è stato pubblicato nel Regno Unito dalla Tolkien Society (Marco di Noia, “Best wishes from Thorin and Company! – Following Tolkien’s trails in Oxford” , Amon Hen n.212 – 2008) e in Italia dalla Società Tolkieniana Italiana (Marco di Noia, Sulle orme di JRR Tolkien: la Oxford del Professore, Terra di Mezzo n.26 equinozio di primavera – 2009) e dal n.5/6 di dicembre 2008 del periodico bimestrale ViviLombardia. Naturalmente è presente anche sulla mia tesi di dottorato “La genesi letteraria e mitologica delle specie e delle razze fantastiche di Arda – Comparazione antologica del processo creativo di JRR Tolkien”.
Quella che leggerete è la versione estesa dell’articolo che comprende, oltre alle interviste ai prof. Courtney Phillips e Roger Higfield anche una sorta di report/diario sulle mie indagini ad Oxford.
Oxford, 24 aprile 2008 – <<Mi dica innanzitutto come se la cava con la lingua inglese? Se non capisce qualcosa me lo dica che gliela ripeto>>. E gli occhi marroni dell’anziano signore s’illuminarono, come se stesse accendendo i riflettori su un passato lontano, una gioventù, una vita intera, trascorsa fra busti e toghe di pietra, guglie pallide e prati verde brillante rasati al millimetro. Il professor Courtney Phillips stava sfogliando velocemente le pagine dei suoi ricordi con la lucidità che soltanto una mente allenata può permettersi all’età di 83 anni. <<Dunque, Oxford è cambiata molto dai tempi in cui io e il professor Tolkien giocavamo a squash nei campi da gioco di questo edificio…>>. E le pareti della Common Room dei Fellows del Merton College si trasformarono d’incanto nell’accogliente sala da pranzo di Bag End (Casa Baggins), mentre io, come un piccolo hobbit, mi apprestavo ad ascoltare i racconti del mio Mr. Bilbo Baggins in giacca e cravatta. Ma questa, sebbene forse sia la più interessante, è soltanto l’ultima tappa di una serie di eventi cominciata dieci giorni prima, con il mio arrivo a Oxford.
Dopo mesi di contatti e innumerevoli e-mail inviate ai membri di mezza Facoltà di Inglese, riuscii a pianificare due settimane di ricerca nella “city of dreaming spires”, con la benevolenza di alcuni professori oxoniensi interessati ad aiutarmi nei miei studi di dottorato incentrati sulle opere di JRR Tolkien.
Interviews to two former colleagues of professor Tolkien, the author of The Lord of the Rings.

Tolkien's favourite sitting place at Merton College
Finally I publish on my blog an article I wrote when I had my Phd time in Cardiff and in Oxford, studying JRR Tolkien’s world and sources (one of my former lifes! lol). This text has already been published in Italy and in the Uk by the English Tolkien Society (Marco di Noia, “Best wishes from Thorin and Company! – Following Tolkien’s trails in Oxford” , Amon Hen n.212 – 2008).
Oxford, 24th April 2008 - <<Did I know Tolkien?>> said professor Roger Highfield <<Yes, indeed! I played four-handed Squash with him!>> And the old man’s eyes glittered, as they were switching a light on a far past, a youth, a lifetime spent among busts and togas made of stone, pale spires and coloured coats of arms. <<I knew him very well! He was a very disorganized Sub-Warden!>>, he said, and the walls of the Fellows’ Common Room of Merton College, magically turned into the warm dining room of Bag End, and I was getting ready – like a Hobbit-kid – to listen to my smart necktied Mr. Bilbo Baggins’ stories… But that is only the last part of my tale that started some days before with my coming in Oxford.
I went to the “city of dreaming spires” for collecting useful material for my Phd thesis on Tolkien, with the help of several local professors interested in my research.
My days in Oxford passed intensely, among the XVI century walls and the shelves of the Bodleian Library (the oldest library in the world!), the rooms of St. John’s and Linacre – where the Old Norse culture gurus Carolyne Larrington e Heather O’Donoghue teach – and the halls of Pembroke and Merton, where Tolkien has been a lecturer for 40 years.
Qual è l’animale che provoca più morti tra gli uomini? Il più veloce? Quello con le corna più lunghe? Un viaggio tra i record e le curiosità del mondo animale.

Il principe ereditario della foresta.
Parliamo di animali. Iniziamo dal “porcellum”: constato allegramente che ad oggi il comitato referendario NO PORCELLUM contro i nominati in Parlamento ha raccolto 1.200.000 firme (bravi ragazzi, siamo con voi!).
Dopo questo flash d’agenzia, prendiamo ad occuparci degli animali, quelli propriamente definiti, benché talvolta siano meno animali loro di taluni umani. E non è moralismo spiccio se pensate che nessuna specie animale, salvo squilibri del sistema, provoca consapevolmente l’estinzione di un’altra specie, mentre alcuni dei nostri confratelli umani, per denaro e superstizioni omeopatiche, stanno per relegare le balenottere azzurre e le tigri siberiane alle pagine dei pressoché fantastici bestiari medievali.

Il Safari Park di Pombia
Il tema di oggi è dedicato ai guinness dei primati zoologici: un’argomentazione che mi è stata ispirata dall’interessantissimo opuscolo che il Safari Park di Pombia (Novara) dà ai suoi visitatori… che poi, se devo essere sincero, più che avermi ispirato, l’opuscolo è fondamentalmente la fonte diretta delle curiosità che sto per riportare. Quindi per ringraziare il Safari Park per l’inconsapevole aiuto nella redazione di questo testo, vi invito ad andarlo a visitare: gli animali hanno grandi spazi a disposizione e non sono costretti alle solite gabbiacce da zoo. Un’unica cautela: chi, come me, soffre l’aria condizionata in macchina, è bene che non scelga di andare in una giornata afosa, dato che i finestrini devono essere obbligatoriamente chiusi nei recinti dei carnivori e, prudentemente, anche in quelli degli erbivori: la presenza di molti animali attira tafani, calabroni (e simili), che entrando dal finestrino potrebbero rendere la guida un po’ troppo movimentata… l’alternativa è la sauna motorizzata.
CONTINUA…
Il report sulla viaggio estivo alla scoperta del meraviglioso tacco d’Italia: dal Gargano al Salento passando per le murge e le terre di Bari.

E sono 31! Sto invecchiando (Isole Tremiti).
“L’estate sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va”… il consueto verso del brano dei Righeira riecheggia anche quest’anno tra le sinapsi dei miei neuroni di ex-vacanziere rincasato. Tra l’altro sto veramente diventando grande: gli anni sono 31 e la sindrome di Peter Pan inizia a concretizzarsi!
Di ritorno dalle vacanze non posso fare altro che cimentarmi in un articolo di viaggio, ma prima vi ricordo che nelle prossime settimane si raccoglieranno le firme per il referendum ANTI PORCELLUM contro il Parlamento dei nominati (Sardegna contro il Porcellum e Gruppo Facebook Nazionale); movimento di cui, tra l’altro, la mia In Parlamento è colonna sonora!
Inoltre mi esibirò alla Festa dell’Uva di Trescore Balneario (BG) che avrà per testimonial niente meno che il leader dei Pooh, il mitico Roby Facchinetti! Leggi l’articolo di OltreMusica Magazine.

Taralli a Otranto
Detto ciò, passiamo al viaggio. Dopo i 3.900 km dello scorso anno per la costa franco-spagnola e la Provenza, quest’anno i protagonisti della mia estate sono stati i 4.100 km in giro per la Puglia (viaggio a/r da Milano compreso), regione splendida e unicamente varia, di cui sono originario. Naturalmente il mio viaggio on-the-road ha seguito sempre il consueto canovaccio: macchina traboccante di sacchetti e borsoni, tenda-Quechua-istantanea-biposto, sacchi a pelo e fidanzata annessi (lol). Quest’anno abbiamo messo il campo-base per le escursioni in quattro posti Campomarino (Molise al confine con la Puglia), Alberobello, Otranto e Vignanotica.
Oggi 8 agosto parte a livello nazionale il Comitato Referendario per abrogare la Legge Porcellum a favore della Casta dei Parlamentari. Lotta anche tu contro l’ingiustizia!

MDN contro il Porcellum!
Cari amici vi pubblico il comunicato di Simone Spiga – Portavoce del Comitato SARDEGNA CONTRO IL PORCELLUM il comitato referendario per abrogare la “Legge Porcellum”.
Il mio brano “In Parlamento” sarà la colonna sonora ufficiale del movimento, il ché mi onora e gratifica immensamente, dato che io da sempre ho un’idiosincrasia verso i privilegi dei parlamentari e le loro pseudo-leggi “ad Castam”.
“Sardegna contro il Porcellum” è uno dei comitati che ha dato il la a un movimento che da oggi è nazionale!
Sosteneteci! Se saremo in tanti a lottare, riusciremo a cancellare quantomeno qualche ingiustizia da questo nostro stivale zoppicante. Lo scorso referendum ce lo ha insegnato. :-)
Il brano e il video-blob di Marco di Noia contro i privilegi dei parlamentari in un servizio del TG3 Nazionale della RAI! Nell’articolo i link ai filmati.

Il video-blob sul Tg3!
Ieri sera un amico mi ha postato su Facebook il seguente commento “Ti hanno trasmesso il brano al TG3 !!! :-) ”. Non ero a casa, e pensando che fosse uno scherzo, non gli ho dato credito.
Questa mattina per scrupolo ho fatto un salto sul sito del TG3 Nazionale della RAI e, meraviglia della meraviglie, ecco un servizio della giornalista Francesca Lagorio (che ringrazio!) dal titolo “Cittadini indignati commentano sul web”.
GUARDA IL SERVIZIO DEL TG3 RAI!
La colonna sonora? Il video-blob contro i privilegi dei parlamentari montato sul mio brano In Parlamento! Un servizio che tra l’altro termina con le parole “C’è chi se la cava con un dissacrante video…” e propone per una dozzina di secondi il video-blob a tutto schermo e i primi versi del brano a tutto volume. :-)
Nell’articolo le inquietanti previsioni previdenziali per i giovani under35 emerse dal Rapporto Censis/Unipol 2011.

- Pensioni, razze in estinzione.
Se io fossi un parlamentare, dopo cinque anni di mandato chiuderei baracca e burattini e me ne andrei in qualche atollo esotico a sbrodolare sul pancione abbronzato succhi tropicali e acqua di cocco. Ne avrei ben donde, dato che dopo appena un lustro avrei diritto a una lauta pensione vitalizia (vedi articolo del 15 aprile).
Tuttavia, dato che (per ora) non sono né deputato, né senatore, mi trovo a dovere fare i conti con un futuro che più che a un sabbioso e profumato atollo si prospetta pantanoso e maleodorante come il terreno adiacente al tubo rotto di una cloaca urbana.
In altre parole – e perdonate la finezza – è proprio tra le esondazioni fognarie che siamo destinati ad arrancare noi giovani d’oggi e anziani di domani, almeno stando a quanto ci fa sapere l’annuale «Rapporto sulla situazione sociale del Paese» del Censis, documento che da decenni è considerato come l’oracolo dell’interpretazione della realtà italiana.
L’Italia è il paese più bello del Mondo, lo certifica l’Unesco!
Autore: MdN | Categoria: SOCIETA'Lo Stivale è il paese con più patrimoni dell’umanità. Roma, Napoli, Firenze, Verona e Venezia sono considerate “città-patrimonio”. La Lombardia è la regione italiana regina per numero di siti.
Nonostante tutto sono italiano e non cambierei il mio paese con nessun altro. Così, per par condicio, dopo avere scritto l’articolo sugli ingiustificabili privilegi dei parlamentari (aggiornati al 2011), ho pensato di informarmi su uno dei nostri più grandi orgogli nazionali: il patrimonio culturale.

Alcuni patrimoni italiani.
Dati alla mano, l’Italia non è solo il “Bel Paese”, ma è anche il “Più Bel Paese del Mondo”. A certificare ciò non è un sondaggio, e nemmeno lo spirito patriottico del sottoscritto, bensì il dipartimento per l’Educazione, la Scienza e la Cultura della Nazioni Unite, meglio conosciuto come UNESCO.
La lista del patrimonio mondiale, stilata dall’emanazione dell’ONU, al momento annovera 890 siti che formano parte del patrimonio culturale e naturale. Questa lista include 689 siti di carattere culturale, 176 naturale e 25 che presentano caratteristiche miste.
Attualmente l’Italia, con 47 siti, è la nazione con il numero più alto di patrimoni dell’umanità, seguita da Spagna (43 siti) e Cina (41 siti). Ma non solo, il nostro Stivale è anche di gran lunga il paese con il numero più elevato di siti candidati a fare parte della lista ufficiale: ben 40 patrimoni contro i “soli” 32 di Messico e Uzbekistan che occupano il secondo posto a pari merito.
E adesso tenetevi forte poiché dopo il campanilismo internazionale arriva il campanilismo regionale. Qual è la regione italiana con più siti UNESCO?
La recensione dell’esperienza a Villa Carlotta (Tremezzo) e i suoi incantevoli paradisi verdi. Un “must” per gli amanti della Natura.

Una delle fontante di Villa Carlotta
Oggi vi narro di un posto che gli amanti della natura non possono che adorare. Personalmente cerco di visitarlo almeno una volta all’anno, preferibilmente in Primavera quando gli alberi e i cespugli fioriscono, e mi sembra di perdermi nel Paese delle Meraviglie di Alice.
I paradisi naturali a cui mi riferisco sono i magnifici giardini della Villa Carlotta di Tremezzo, una dimora del XVIII secolo che si affaccia sulle acque dell’amato Lario, dalla parte del ramo che giunge a Como.

Le aiuole variopinte
Appartenuta a Carlotta di Nassau e al duca Giorgio II di Saxe-Meiningen, Villa Carlotta come edificio in sé non spicca particolarmente tra le varie ville-museo che costellano il Lago di Como; anzi, è sicuramente molto meno affascinante della magnifica Villa Olmo, poco distante. L’acuto della magione è rappresentato dalla collezione di alcuni capolavori di Antonio Canova, tra cui la celebre scultura Amore e Psiche (naturalmente realizzata in replica, l’originale si trova al Louvre!). Degno di nota è anche il balconcino del secondo piano, che offre uno splendido panorama del lago.
Sabato pomeriggio mi esibirò al mitico ”evento dei record” dell’Acquasplash di Franciacorta (rinviato a sabato 18!! MdN), domenica dalle 17.30 sarò ospite di “Un pomeriggio a Palazzo Isimbardi” momento in cui i cittadini incontreranno la Provincia di Milano.

11 e 12 giugno, le mie prossime esibizioni.
Un week end fitto di impegni per il sottoscritto che tra sabato e domenica ha due esibizioni, un battesimo e un matrimonio. Purtroppo non ho la facoltà di invitarvi alle funzioni religiose, però possa assolutamente segnalarvi i due importanti eventi pubblici in cui presenterò le mie canzoni.
CONTINUA…
Recensione della mostra lariana di Villa Olmo dedicata a Giovanni Boldini, il pittore impressionista ferrarese che sedusse Parigi.

La Dame de Biarritz
Impressioni a caldo: sono uscito dalla mostra con una gran voglia di farmi un giretto a Parigi e con delle riflessioni a sfondo storico. Più precisamente ho pensato a quante epoche del passato mi sarebbe piaciuto vivere, arrivando alla conclusione che una di queste sarebbe stata sicuramente la raffinata Belle Époque, fiorita nella capitale francese tra fine 800 e inizio 900.
“Rêverie” potrei chiamarla, e comunque dovrei specificare che mi sarebbe piaciuto vivere in altre epoche sì, ma da privilegiato; dato che i medesimi periodi storici non sono altrettanto affascinanti se visti dal punto di vista dei ceti medio, basso e nulla-tenente (pensate infatti al “fascino” che potrebbe avere il medioevo se vissuto nei panni di un servo della gleba e non in quelli del cavaliere errante o del re…).
Escursione introspettiva a parte, veniamo alla mostra.
CONTINUA…
Venerdì dalle 20.30 parteciperò all’evento pro-artisti emergenti ospitato da Le Due Torri (Stezzano), prodotto da Bruno Santori e trasmesso in diretta da Video Bergamo. Tra gli ospiti Facchinetti, Di Cioccio e Baccini.

La locandina dell'evento
Mi esibirò sul palco di… uhm… da capo… Dunque… signori e signori, ho il piacere di informarvi che venerdì dalle 20.30, in orario non ancora definito, mi esibirò sul palco di… :-I … Autopalco… in altre parole canterò sull’Auto-Palco di Autopalco…
Bene! Oggi sono decisamente cotto. Perciò perdonate il “simpaticissimo” gioco di parole, ma il caldo e la compilazione degli spartiti per i depositi SIAE mi stanno fondendo (per non dire qualcos’altro).
Comunque, il palco di Autopalco sarà allestito nei giorni 26 e 27 maggio presso il centro Commerciale Le Due Torri di Stezzano (BG); la serata di venerdì, dalle 20.30, verrà trasmessa da Video Bergamo (Digitale terrestre: 85 – Sky: 931).
Insieme a me si esibiranno diversi artisti emergenti, selezionati da tutta Italia da uno staff capitanato dal direttore dei corsi di Area Sanremo, nonché direttore di orchestra a Sanremo, Bruno Santori. (Direttori artistici: Silvia Lorenzi e Gianni Minuti Muffolini – Comitato Artistico: Simone Vigani, Roberto Speri, Chiara Locatelli e Don Andrea Pedretti).
CONTINUA…
A.A.A. Chi vuole collaborare al videoclip contro i privilegi dei Parlamentari?
Autore: MdN | Categoria: MDNRecensione della mostra di Palazzo Reale dedicata al pittore milanese cinquecentesco, autore di capolavori quali Vertunno, gli elementi e le stagioni.

Vertunno
A Milano la parola “Arcimboldi” è sostanzialmente associata al Teatro della Bicocca (detto appunto “Teatro degli Arcimboldi), intitolato all’omonima famiglia clericale milanese. Pochi miei concittadini però sono consci che tale stirpe diede i natali a un artista che dipinse quadri famosissimi: Giuseppe Arcimboldi, più comunemente detto l’Arcimboldo.
Per correttezza, ora che la città è tappezzata dai manifesti promozionali della mostra a lui dedicata a Palazzo Reale, forse qualche milanese in più ne è consapevole… a cominciare dal sottoscritto che con vergognoso rossore ammette di non avere mai associato il nome Arcimboldo a quadri stranoti come ad esempio Vertunno.
In ogni modo, come vuole la saggezza popolare, non è mai troppo tardi. Sicché Giuseppe Arcimboldi è saltato repentinamente ai vertici della mia graduatoria di pittori preferiti, per originalità e genialità.
Sondaggio: meglio i film di TIM BURTON o di QUENTIN TARANTINO?
Autore: MdN | Categoria: SONDAGGIScontro fra i registi più “cult” dell’ultimo ventennio. Edward Mani di Forbice o Kill Bill? La Fabbrica di Cioccolato o Pulp Fiction? Sweeney Todd o Bastardi Senza Gloria? Esprimi il tuo voto!
Come al solito, prima di procedere con un nuovo sondaggio, vi rendo conto dei due pubblicati in precedenza. Al Pacino vs Robert De Niro: 59% Al Pacino 24% De Niro 17% sono alla pari (314 votanti). Queen vs Beatles: 72% Queen 22% Beatles 6% sono alla pari (al momento 593 votanti).
(polls)
Il sondaggio di oggi è tra i miei due registi (vivi) preferiti (Kubrick purtroppo non lo è più da un pezzo, e poi sarebbe fuori categoria). Lo avete letto nel titolo, sto parlando di Tim Burton e Quentin Tarantino che ormai da qualche anno sono considerati gli artisti della pellicola più “cool” dello star sytem.

Quentin Tarantino e Uma Thurman vs Tim Burton e Johnny Depp
Per quel che mi riguarda la parola chiave che li accomuna è “cult”, come lo sono, ad esempio, i film Edward mani di Forbice o La Fabbrica di Cioccolato da una parte e Kill Bill o Pulp Fiction dall’altra.
Lo scontro potrebbe anche riassumersi in “fiaba dark” contro “fiaba pulp”, benché sia riduttivo, tanto più se consideriamo che il “dark” di Burton è molto colorato e il “pulp” di Tarantino è, a suo modo, molto poetico.
Greci e Romani la chiamavano “nettare”, per i Vichinghi era il “dono di Odino”: mito e ricetta della bevanda che per gli antichi infondeva l’ispirazione poetica negli uomini.
We come from the land of the ice and snow,
From the midnight sun where the hot springs flow.
The hammer of the gods will drive our ships to new lands,
To fight the horde, singing and crying: Valhalla, I am coming!
Immigrant Song, Led Zeppelin

La sala del Valhalla (Odino seduto sul trono)
Dopo l’assenzio, parliamo di un’altra bevanda “poetica”: l’idromele, che nell’antichità era associata alla poesia stessa.
La mitologia classica racconta di una bevanda color miele che spopolava fra i convitati dei sontuosi banchetti dell’Olimpo. Veniva chiamata “nettare”, ma non è da non confondersi né con l’”ambrosia” (il cibo degli Dei), né con il più prosaico “Grand Soleil – Il nettare degli Dei”, surrogato di gelato promosso da Antonella Clerici (lol).
Scherzi e “trash” a parte, molti studiosi sono portati a pensare che l’ambrosia non fosse altro che miele, e che il nettare non fosse che una variante classica del più notoriamente germanico e celtico idromele (bevanda che tuttavia si presume fosse già in voga nella Creta minoica e tra popolazioni africane che vissero ben prima del terzo secolo a.C.) .
Stipendio, diaria, rimborsi spese: resoconto delle varie forme di compenso che percepiscono i nostri deputati e senatori, secondo quanto riportato dai siti della Camera dei Deputati e del Senato.

Il meritato riposo
In questo articolo non cito nomi di parlamentari o partiti (nemmeno nelle didascalie).
Lo faccio perché, “votazioni autoreferenziali” alla mano, quando si tratta di badare al conto in banca personale, che siano di sinistra, destra o centro, sono tutti uguali e “senza nome”, se non quello generalista di “parlamentare”.
L’unico deputato che mi è parso corretto citare è quello che, come vedremo in seguito, ha proposto di ridurre i privilegi della propria casta.
E’ doveroso specificare che i dati riassunti non me li sono inventati. Sono pubblici e visionabili sui siti ufficiali della Camera dei Deputati e del Senato che verosimilmente dovrebbero essere aggiornati al 2011.
Anita Blake, “collega” americana di Dylan Dog
Autore: MdN | Categoria: FANTASY, PERSONAGGI, RECENSIONISomiglianze e differenze fra la risvegliante figlia dell’immaginazione di Laurell K. Hamilton e il celebre indagatore dell’incubo di Tiziano Sclavi.

Anita Blake e Dylan Dog
Oggi vi parlo della donna che da mesi mi tiene compagnia da mezzanotte all’una, più o meno ogni giorno, mentre sono sotto le coperte. Me l’ha fatta conoscere il padre della mia ragazza…
Tranquilli non c’è alcuna promiscuità, autoerotismo o rito della fertilità d’ispirazione libica. La mia ragazza non è la figlia del Presidente del Consiglio; e la donna di cui parlo non è un’accompagnatrice marocchina, bensì Anita Blake, un personaggio nato dalla penna della scrittrice americana Laurell K. Hamilton.
Essendo giunto a metà di Polvere alla Polvere – il quinto libro della serie che al momento consta di 17 volumi di cui 11 tradotti in italiano – credo di avere abbastanza informazioni per potervi quanto meno presentare Anita.
Resta inteso che tutti coloro i quali sono andati avanti con la lettura dei libri, sono pregati di NON commentare questo articolo, quantomeno con informazioni relative alla trama, onde non togliere sale alle future letture del sottoscritto (grazie! lol).
CONTINUA…
Cantante, musicista, ideatore di strumenti musicali: il rapporto artistico e creativo che il più grande genio della storia aveva con la musica.
Il vento era caduto, le vele si erano afflosciate sull’albero; nella notte appena rischiarata dalla nuova luna la nave dondolava leggermente sullo specchio nero dell’acqua, quando la sirena cantò. Parve ai marinai di sentire un fruscio come di una brezza leggera; poi come una musica che salisse dal mare profondo; poi come una voce dolcissima, mai udita prima; e finalmente il canto li avvinse ad uno ad uno in un sonno senza risveglio. La sirena, infatti, quando i marinai furono addormentati, montò sulla nave, li toccò uno dopo l’altro con la sua mano micidiale, e tutti, senza accorgersene, passarono, sognando, dal sonno alla morte.
Leonardo da Vinci

Autoritratto di Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci era pittore, inventore, scienziato, scultore, architetto, ingegnere, anatomista, scrittore e, come abbiamo appena visto, anche compositore di fiabe; forse il più grande genio che abbia mai messo piede su questa terra. Ma poteva cotanto uomo essersi disinteressato della musica?
Naturalmente la risposta è no! Pare che Leonardo fosse un musicista di “rara” abilità, nonché valido poeta e cantante. I biografi ci dicono che suonava (e insegnava) la lira, nobile strumento che nel mito classico era prerogativa di Orfeo e della musa Erato.
Da buon inventore e artista, non si limitava soltanto alle performance musicali, bensì si adoperava nella creazione di nuovi strumenti. Lo storico cinquecentesco Giorgio Vasari, nel suo Le vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori, scrive che Leonardo aveva costruito una lira d’argento a forma di teschio di cavallo, grazie alla quale superò tutti i concorrenti di una gara per “musici” organizzata alla corte di Ludovico il Moro, presso il Castello Sforzesco di Milano (altro che Festival di Sanremo! lol): CONTINUA…
Molti pensano che l’assenzio sia una droga, invece è una bevanda legale dal 1992. Facciamo chiarezza sulla fascinosa “Fata Verde” che sedusse i cosiddetti artisti “maledetti” ottocenteschi.
Un bicchiere d’assenzio, non c’è niente di più poetico al mondo. Che differenza c’è tra un bicchiere di assenzio e un tramonto? Il primo stadio è quello del bevitore normale, il secondo quello in cui cominciate a vedere cose mostruose e crudeli ma, se perseverate, arriverete al terzo livello, quello in cui vedete le cose che volete, cose strane e meravigliose. Oscar Wilde
NOTA: un ringraziamento d’obbligo a Stefano Rossoni (distillatore!), Terence De Santi e gli amici de L’Académie D’Absomphe che hanno contribuito a questo testo fornendo alcuni dettagli “tecnici”. :-)

La "Fata Verde" seduce il bevitore
Benché l’utilizzo dell’artemisia a scopo terapeutico fosse in voga già ai tempi di Egizi, Greci e Romani, la bevanda da essa derivata è diventata famosa nell’800, poiché consumata da pittori, scrittori e poeti illustri, per lo più orbitanti intorno al centro culturale parigino. Fra le celebrità sedotte dal liquore verde – l’assenzio – c’erano ad esempio Baudelaire, Van Gogh, Oscar Wilde, Rimbaud, Hugo, Degas, Verlaine, Picasso, Hemingway e Modigliani; ma anche l’impressionista Henri de Toulouse-Lautrec che, notoriamente, in una cavità ricavata dal suo bastone da passeggio celava una boccetta di assenzio.
Vi propongo l’emblematico estratto di un articolo di Loredana Matonti e Aldo Molino.
Visto come la “porta per l’inferno”, uno stato modificato di coscienza che rendeva l’artista visionario, esercitò il suo fascino sulle menti più brillanti a cavallo tra ‘800 e ‘900. Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, i maledetti, ma anche gli impressionisti Toulouse Lautrec, Degas, Manet… Addirittura si narra che Van Gogh si tagliò l’orecchio dopo aver assunto dell’assenzio. Nei bar e nei bistrot parigini cercavano ispirazione nella “Fata Verde”, “la féè verte” come era eufemisticamente chiamato il liquore a base di “absinth”. Tra le 17 e le 19 nelle vie di Montmartre il tempo dell’aperitivo era l’”ora verde” e l’assenzio scorreva a fiumi. Verde per via del colore, della clorofilla contenuta, per gli effetti allucinogeni che avrebbe provocato e per quell’intorbidare l’acqua, il “losche”, dovuto all’insolubilità di alcuni componenti, anticipatore della musa creativa.
In esclusiva al blog MDN, un ingegnere nucleare spiega i pro e i contro dell’apertura di una centrale nucleare.
“Ora Simpson! Visto che da anni sei un esperto tecnico nucleare ti imbarcheremo su un sottomarino nucleare…”
“Nuculare! Si pronuncia nu-cu-la-re”. (Homer Simpson)

L'addetto alla sicurezza della centrale nucleare di Springfield
Tanto per rassicurarvi, l’esperto di cui stiamo parlando non è Homer Simpson (nonostante questo da anni sia il responsabile della sicurezza della centrale nucleare di Springfield). :-)
Per il 12 e il 13 giugno è previsto un referendum sull’introduzione del nucleare in Italia. Il pomo della discordia è sempre lo stesso: il nucleare, benché economicamente conveniente, può rivelarsi apocalittico ed ecologicamente tragico. La Francia, tuttavia, ne beneficia, e se scoppiasse una centrale oltralpe noi non ne saremmo immuni.
Il sintetico testo che segue è stato realizzato appositamente per questo blog da un ingegnere nucleare (che ha chiesto di scrivere sotto pseudonimo), a cui ho proposto di semplificare al massimo i concetti, affinché siano alla portata di tutti, me compreso. Naturalmente gli ho chiesto imparzialità di giudizio; dato che spesso le opinioni si formano più a partito preso che a seguito di un’accurata informazione.
Il mio personale parere è di abolire “internazionalmente” l’energia nucleare. Dico così poiché – sempre a partito preso – sono un ecologista. Tuttavia, occupandomi di canzoni e giornalismi di altri settori, non sono assolutamente competente in materia, perciò vi lascio al nostro “Homer Simpson” (Ingegnere, le va bene come pseudonimo? lol).
LA PAROLA ALL’ESPERTO…
Tony Montana o Al Capone? Michael o Vito Corleone? Quale dei due immensi attori Italo-Americani preferite?
Innanzitutto vi aggiorno sul sondaggio del 18 marzo al quale fino ad ora hanno partecipato 576 persone da 51 paesi del mondo: Queen 72,39% Beatles 21,27% Sono alla pari 6,34%. Chi volesse partecipare alla votazione può cliccare al seguente link Queen vs The Beatles .
(polls)

Robert De Niro e Al Pacino
Se nel precedente sondaggio la netta supremazia dei Queen può essere giustificata da un pubblico web che, per ragioni d’età, potrebbe conoscere meglio Freddie & Co, questa volta non c’è gradino generazionale che tenga.
La sfida è fra due icone italo-americane, miti cinematografici di livello internazionale, nonché i miei due attori preferiti :-). Newyorkesi, il primo è nato nel 1940, il secondo nel 1943, sono stati ambedue “Padrini”. Avete capito? Naturalmente sì (anche perché l’ho scritto nel titolo a caratteri cubitali, o meglio, a caratteri “hollywoodiani”…).
I grandi Impressionisti sono di scena a Palazzo Reale fino al 19 giugno. Io ci sono stato, vi racconto la mia esperienza.
Una mostra impressionante! :-) Si potrebbe definire così, ma sarebbe scontato, dato che le tele esposte al Palazzo Reale di Milano sono quelle degli Impressionisti. Ben 73 reperti, per l’esattezza, tutti provenienti della famosa collezione americana del Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown negli Stati Uniti.

La locandina, in copertina Il palco a teatro di Renoir
La mostra non è grandissima, ma comprende opere di Impressionisti con la “I” maiuscola fra cui Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e Pissarro… ed è incentrata su dieci temi fondamentali: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.
Quello impressionista è un movimento sostanzialmente pittorico nato in Francia nell’Ottocento, intorno agli anni ’70 (evidentemente una decade artisticamente illuminata anche in quel secolo).
Avete presente gli stereotipi dei pittori francesi con cavalletto, barbetta (o barbone) a punta, aspetto un po’ trasandato, e vestiti sporchi di colore? Ebbene, sono proprio loro, gli Impressionisti.
I felini domestici amano la musica? Che genere musicale preferiscono? Questo articolo è dedicato ai nostri amici suonatori di “fusa”.

- Sophie vigila sulla tastiera
Sophie ha preso la cattiva abitudine di appostarsi sulla mia tastiera per guardare fuori dalla finestra o appisolarsi. Il ché è due volte sconsigliabile, poiché non solo rischia di rompermi i tasti, ma, quando lo strumento è acceso, mi fa anche letteralmente saltare sulla sedia; dato che, cambiandone involontariamente le impostazioni, spesso mi setta il sintetizzatore su suoni potenti e distorti che all’improvviso invadono tachicardicamente la quiete della stanza.
Questo nuovo vezzo di Sophie, e la lettura di un libro sulla comunicazione tra gatto e uomo che ho appena acquistato alla Fiera del Mercato Equosolidale di Milano (Gatto, esercizi di comunicazione tra felini e umani, Paola Franconeri, Edizioni del Baldo – 2011), mi hanno portato ad approfondire la tematica della percezione musicale dei gatti.
Il Vaticano è lo stato più ricco (e più piccolo) del mondo?
Autore: MdN | Categoria: SOCIETA'Se fosse vero qualcuno potrebbe considerarlo un controsenso morale, economico e, soprattutto, religioso. In questo articolo ho organizzato sinteticamente alcune delle fonti riguardanti il “welfare” della Santa Sede.
Segue il celebre dialogo del finale del film Shindler’s List (per cui tra l’altro mi scappa sempre la lacrimuccia):

Una scena del finale di Schindler's List
Schtern: <<Un verso del Talmud dice: “Chiunque salva una vita, salva il mondo intero”.>>
Schindler: <<Avrei potuto farne uscire altri, avrei potuto salvarne altri… Non lo so, se soltanto io… avrei potuto salvarne altri…>>
St: <<Oskar ci sono 1100 persone che sono vive grazie a lei! Le guardi…>>
Sc: <<Se avessi avuto più denaro…Ho… ho buttato via tanto di quel denaro, lei non ha idea …se soltanto io…>>
St: <<Ci saranno altre generazioni per quello che lei ha fatto.>>
Sc: << Non ho fatto abbastanza.>>
St: <<Ha fatto tanto invece…>>
Sc: << La macchina… Goeth l’avrebbe comprata, perché l’ho tenuta? Dieci persone per questa…dieci persone…dieci persone in più. Questa spilla: due persone. Questo è oro…due persone in più, me ne avrebbero date due… almeno una…me ne avrebbero data una, una in più… una persona in più… una persona Schtern… per questa… avrei potuto avere una persona in più e non l’ho fatto … e non l’ho fatto! >>
Link al dialogo su You Tube (guardare dal min 6.10)
La prima settimana di vita di questo blog è andata. Dopo gli articoli sulla musica, i viaggi e la letteratura fantastica, oggi vi propongo un articolo un po’ più delicato: il Vaticano.
Premetto che quanto segue non ha niente a che vedere con la dottrina cristiana. Per quel che mi riguarda la religione è una questione metafisica, mentre l’esercizio del potere temporale è una questione decisamente fisica. Non si parla di teologia o fede, quanto di sfarzo e fame. Premetto altresì che la Chiesa, come sistema, fa tanto per i poveri: a cominciare da missionari (che spesso rischiano eroicamente la vita), monaci, parroci, frati e dai tanti volontari che servono alle mense dei poveri (un esempio che conosco bene è la Mensa di Madre Teresa di Calcutta in via Forze Armate a Milano).
Premesso tutto ciò, come molti di voi, anche io mi interrogo sul nesso che ci possa essere fra la ricchezza del Vaticano e la povertà nel mondo. E sinceramente non lo trovo, neanche lontanamente.
Anche perché su simili argomenti la religione cristiana offre dei modelli inequivocabili oggettivati negli stili di vita e negli insegnamenti di Gesù Cristo, San Francesco d’Assisi o Madre Teresa di Calcutta: Cristo nacque e visse povero (stando ai Vangeli), San Francesco lo divenne per scelta, Madre Teresa ha votato la sua vita ai poveri.
Dalla penna di JRR Tolkien nacque quell’iconografia fantastica che, dagli anni 60 in poi, ispirò musicisti heavy, power ed epic metal; ma anche scrittori, artigiani, disegnatori, autori di videogame, giochi di ruolo e degli affollati festival a loro connessi. Dalle opere del professore di Oxford traggono spunto le generazioni di giovani dai capelli lunghi (come quelli degli elfi silvani), che indossano magliette nere con draghi rossi, tirano dadi da venti facce e ascoltano le canzoni sulla Terra di Mezzo dei Led Zeppelin o dei Blind Guardian.
Ma il Fantasy, oltre a possedere un significativo impatto sociale, ha anche una “dignità” accademica, letteraria e antologica…

Legolas, Gandalf e Aragorn
La letteratura fantastica (fiabe, fantasy, fantascienza) viene spesso etichettata come genere di seconda o terza importanza: una disposizione che, senza volere generalizzare, fa un po’ parte del nostro senso comune. Come se le argomentazioni fantastiche fossero associate all’infantilità, nel suo aspetto negativo e non nell’accezione positiva di appartenenza alla fervida creatività dei bambini. Come dire: “tu gioca con gli elfi e le fate che io mi occupo delle cose serie, quelle pratiche e contingenti”.
A mio modo di vedere questo è un malvezzo dettato principalmente dalla scarsa conoscenza degli studi antropologici e letterari, che da secoli occupano (ahimé) gli impolverati scaffali delle biblioteche universitarie. Fatto che diventa problematico quando a scivolare sulle bucce di banana dell’ignoranza sono proprio i fautori principali della cultura: i professori (sul perché si è arrivati a ciò si potrebbe discutere per pagine e pagine).
Freddie Mercury o John Lennon? Bohemian Rapshody o Yesterday? Quale delle due ‘monster’ band inglesi è stata la più grande? Esprimi il tuo voto!
Inizialmente avevo pensato di mettere a confronto Freddie Mercury e John Lennon, ma non ce l’ho fatta. Non avrei sinceramente saputo da che parte schierarmi: Freddie è il mio mito di sempre, John è storia meta-musicale.
(polls)
Aggiungendo invece il “corredo” Brian May, Roger Taylor, John Deacon da una parte, e Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr dall’altra, mi è più facile optare per i Queen. Sostanzialmente per ragioni sentimentali, ma non solo. I Queen hanno saputo modificare e rinnovare il loro stile negli anni, suonando rock, pop, dance, hard rock ecc., dimostrandosi istrionici e geniali.
L’esperienza di “couch surfing” nella città di Mozart, del bacio di Klimt e della principessa Sissi, e il video del brano demo Capodanno a Vienna (2009).
Scrissi Capodanno a Vienna dopo una settimana trascorsa nella capitale austriaca tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009. Fu la mia prima – e al momento unica – esperienza di couch surfing; ovvero quella modalità di viaggio per cui, una volta inseriti i propri dati in un sito/database, si contattano gli utenti della località in cui si intende viaggiare e si chiede loro ospitalità, compagnia per serate oppure consigli pratici turistici.

Vienna durante il Capodanno 2009
Più chiaramente: aiuti chi ha bisogno di un appoggio nella tua città, e a tua volta potrai contare sulla medesima cortesia quando sarai tu nei panni del turista. Il sistema è abbastanza sicuro poiché gli utenti vengono catalogati a differenti livelli di affidabilità, in funzione dei dati sensibili che forniscono al sito come credenziali (numero di cellulare, indirizzo, numero di carta di credito ecc.).
La Rotonda di via Besana fino al 15 maggio ospiterà una mostra dedicata al cantautore genovese. Per gli appassionati di Fabrizio De André è un appuntamento imperdibile. Io ci sono stato, vi racconto la mia esperienza.
Era domenica e pioveva.
Per l’esattezza era la prima domenica di apertura della mostra, il ché significava una lunga coda.
La location messa a disposizione dal Comune di Milano non poteva essere migliore: una chiesa sconsacrata per il cantore dell’amore sacro e l’amore profano.
Il costo del biglietto è di nove euro (i giornalisti entrano gratis). L’esibizione è dislocata lungo una pianta a croce, ed è divisa in cinque sezioni: una centrale e quattro mini-padiglioni laterali.

- Davanti a una bellissima immagine di Faber
Il settore centrale è allestito con la coreografia a “tarocchi” tipica di alcuni famosi concerti del cantautore e tre grandi schermi, sempre a forma di carte divinatorie, in cui vengono proiettate le immagini relative alle canzoni di sottofondo inondate per la stanza. A memoria ricordo di avere sentito Avventura a Durango, Il testamento di Tito, La Guerra di Piero, Geordie, Volta la carta, Il Gorilla, Sally, L’Ottico e Franziska.
Sempre in questo spazio sono presenti delle teche con alcuni cimeli: fotografie, lettere, testi manoscritti e libri annotati.
A mio modo di vedere, l’attrazione principale del settore (e della mostra), è il pianoforte di De André. Uno strumento nobile e ingiallito che ormai non funziona più molto bene (siccome non c’erano cartelli di divieto ho provato a suonare qualche tasto, devo dire quasi spinto da una pulsione feticista). CONTINUA…
Benvenuto nel mio sito/blog! Uno spazio dove potrai tenerti informato sul mio progetto musicale, ma soprattutto dove potremo discutere di musica, cultura e società.
Spero possa diventare un punto di incontro dove scambiare idee con musicisti, cantautori, cantanti, artisti, fan e appassionati di musica; coltivando la speranza che un giorno possano nascere nuove amicizie, collaborazioni o progetti artistici.
Questo sito è diviso in due sezioni: una statica composta dalle pagine relative al Marco di Noia “cantautore” e al progetto musicale MDN, e una sezione dinamica incentrata sul blog curato dal Marco di Noia “giornalista”.
Una breve panoramica delle pagine, a cui potrai accedere dal menu dalla testata o da quello laterale:
Rock ‘n’ Folk Metropolitano: presentazione del mio genere e della mia visione musicale.
La mia vita per aneddoti: autobiografia atipica, narrata per aneddoti che spero possano divertirti e incuriosirti.
Ulysses: pagina “sperimentale” in cui mi presento, attraverso immagini e citazioni di personaggi importanti.
Multimedia: pagina che offre una galleria fotografica, la possibilità di ascoltare alcuni brani “demo” e di scaricare gli articoli relativi alle mie ricerche accademiche su JRR Tolkien.
Info e Contatti: pagina dedicata ai contatti e alle informazioni pratiche sul mio progetto musicale e sugli attori in esso coinvolti. Al suo interno potrai anche iscriverti alla mia newsletter.
Come accennato, la sezione interattiva è costituita dal blog, dove ti proporrò alcuni argomenti di discussione su tematiche di vario genere: non solo musica, ma anche società, letteratura, arte e quanto mi offrirà spunti di riflessione.
Augurandomi che il sito possa risultarti positivo e coinvolgente, ti ringrazio e abbraccio! :-)
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