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La Belle Époque di Giovanni Boldini

Recensione della mostra lariana di Villa Olmo dedicata a Giovanni Boldini, il pittore impressionista ferrarese che sedusse Parigi.

Boldini, La Dame de Biarritz

La Dame de Biarritz

Impressioni a caldo: sono uscito dalla mostra con una gran voglia di farmi un giretto a Parigi e con delle riflessioni a sfondo storico. Più precisamente ho pensato a quante epoche del passato mi sarebbe piaciuto vivere, arrivando alla conclusione che una di queste sarebbe stata sicuramente la raffinata Belle Époque, fiorita nella capitale francese tra fine 800 e inizio 900.

“Rêverie” potrei chiamarla, e comunque dovrei specificare che mi sarebbe piaciuto vivere in altre epoche sì, ma da privilegiato; dato che i medesimi periodi storici non sono altrettanto affascinanti se visti dal punto di vista dei ceti medio, basso e nulla-tenente (pensate infatti al “fascino” che potrebbe avere il medioevo se vissuto nei panni di un servo della gleba e non in quelli del cavaliere errante o del  re…).

Escursione introspettiva a parte, veniamo alla mostra.

La Belle Époque, la frivolezza degli abiti sontuosi, il chiacchiericcio nei caffè e nei centri culturali, l’onnipresenza dei fiori, Montmatre, il Moulin Rouge, i pittori e lo loro muse di vanità, nude innanzi a una tela; tutto ciò è riassumibile nell’arte di un pittore italiano a Parigi: Giovanni Boldini (quello che ha dipinto anche il celebre ritratto di Giuseppe Verdi).

L’artista ferrarese nato nel 1842 dipingeva le donne nella loro femminilità più sofisticata e lussuriosa.

Berthe che legge la dedica su un ventaglio in piedi nel salotto

Berthe, donna amata dal pittore

Boldini si considerava, ed era considerato, brutto, motivo per cui cercava di compensare il suo difetto (sostanzialmente di bassa statura) instaurando svariate liaison galanti con donne oltremodo belle (almeno per i canoni del tempo). Le muse si spogliavano innanzi a lui (in situazioni simili a quella inscenata un secolo più tardi da Leonardo Di Caprio e Kate Winselt in Titanic) e lui immortalava su tela la loro bellezza prima che questa sfiorisse.

Ciò premesso, tra le opere di Boldini ammirate a Villa Olmo – edificio che con i suoi affreschi mitologici aggiunge incanto all’incanto – me ne è rimasta impressa una. A dire il vero non tanto per la bellezza e la pertinenza con il tema della “Belle Époque”, quanto più per l’atipicità.

Tra le tante donne e cicisbei dell’alta società dipinti da Boldini tra rose, vestiti da sera e sfarzosi scenari, c’è anche una donna alle prese con un gesto molto meno etereo: la pulizia del proprio fondoschiena. Un probabile messaggio antropologico adattabile anche ai giorni nostri, a prescindere che le mutande siano di Dolce e Gabbana, Made in China o inesistenti.

Boldini, La Toilette

La Toilette

Più prosaicamente, viene da ridere a immaginarsi la modella in tal posa mentre il pittore la dipinge nella verace magnificenza della Toilette.

Ma la mostra di Villa Olmo non è interamente dedicata al pittore ferrarese, bensì anche ad altri artisti della Belle Époque. Tra le opere che ho gradito e che ho annotato sul mio taccuino/cellulare compaiono anche La fanciulla con fascio di fiori di Federico Zandomenghi e L’Inglesina dell’ottimo Vittorio Matteo Corcos, nonché i quadri di Edoardo Tofano, Ettore Tito e Giuseppe De Nittis.

Boldini, Il bimbo col cerchio

Il bimbo col cerchio

A dire il vero ho segnato anche un’altra opera di Boldini molto particolare: Il bimbo con il cerchio, dove il tratto tipico del pennello del pittore riesce a cogliere la frustrazione di un fanciullo strappato dalla madre al proprio gioco. Un po’ come essere risucchiati dall’allarme di una sveglia alle 6.00 di mattina, mentre si è immersi in un bel sogno.

Qualche informazione pratica. La mostra di Villa Olmo a Como rimarrà aperta sino al 24 luglio, il costo è di 10 euro (8 euro ridotto) audio guida esclusa.

Per la visita, vi consiglio di scegliervi una bella giornata di sole, dato che la villa è immersa nel verde e affaccia sullo splendido Lario detto anche, con la favella dialettale di Davide Van der Sfroos, “Lagh de Comm”.

Marco di Noia alla mostra

Alla mostra!

LINK UTILI

Il sito ufficiale della mostra di Villa Olmo a Como

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