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In difesa del “Fantasy” (le radici del Metal!)

Dalla penna di JRR Tolkien nacque quell’iconografia fantastica che, dagli anni 60 in poi, ispirò musicisti heavy, power ed epic metal; ma anche scrittori, artigiani, disegnatori, autori di videogame, giochi di ruolo e degli affollati festival a loro connessi. Dalle opere del professore di Oxford traggono spunto le generazioni di giovani dai capelli lunghi (come quelli degli elfi silvani), che indossano magliette nere con draghi rossi, tirano dadi da venti facce e ascoltano le canzoni sulla Terra di Mezzo dei Led Zeppelin o dei Blind Guardian.
Ma il Fantasy, oltre a possedere un significativo impatto sociale, ha anche una “dignità” accademica, letteraria e antologica…

Legolas, Gandalf e Aragorn

Legolas, Gandalf e Aragorn

La letteratura fantastica (fiabe, fantasy, fantascienza) viene spesso etichettata come genere di seconda o terza importanza: una disposizione che, senza volere generalizzare, fa un po’ parte del nostro senso comune. Come se le argomentazioni fantastiche fossero associate all’infantilità, nel suo aspetto negativo e non nell’accezione positiva di appartenenza alla fervida creatività dei bambini. Come dire: “tu gioca con gli elfi e le fate che io mi occupo delle cose serie, quelle pratiche e contingenti”.

A mio modo di vedere questo è un malvezzo dettato principalmente dalla scarsa conoscenza degli studi antropologici e letterari, che da secoli occupano (ahimé) gli impolverati scaffali delle biblioteche universitarie. Fatto che diventa problematico quando a scivolare sulle bucce di banana dell’ignoranza sono proprio i fautori principali della cultura: i professori (sul perché si è arrivati a ciò si potrebbe discutere per pagine e pagine).


Personalmente ho dovuto fare i conti con questi preconcetti durante i tre anni di dottorato, dove mi occupavo di analizzare le influenze letterarie e mitologiche nelle opere di JRR Tolkien.

In termini di rielaborazione del fantastico, Il Signore degli Anelli differisce poco da opere generalmente ritenute “più degne di reverenza accademica” come quelle di Shakespeare o come la Divina Commedia di Dante; difatti tutti e tre gli scrittori attinsero dal folclore e dalla mitologia costruendo opere allegoriche dalla trama fantastica dove, sebbene la forma enunciativa sia stata differente (prosa e poesia), il modo di operare è stato lo stesso.

Led Zeppelin

Alcuni brani dei Led Zeppelin erano ispirati al SdA

Senza scendere in dettagli socio/antropologici, il maneggiare le fiabe e la mitologia non è un’operazione da prendere sotto gamba. Gli antichi spiegavano i fenomeni meteorologici e fornivano precetti etici/filosofici condivisi attraverso i miti (es. Zeus tonante o il mito della caverna di Platone), similmente agli adulti di oggi che spiegano ai bambini cosa siano il bene e il male anche attraverso le fiabe. Personalmente, credo che non ci sia nulla di negativamente infantile nelle esemplificazioni dei concetti, strumenti che, in situazioni più “seriose”, vengono chiamati con i nomi di metafore e similitudini.
La mitologia sta all’albore del genere umano, come la fiabe sta a quello dell’individuo: entrambe sono culle, la prima di popoli, la seconda di bambini.

L’importanza sociale è enorme. E non solo.  Spesso miti, leggende e fiabe sono fonti di preziose informazioni storiche relative ai popoli che le hanno prodotte e alle relative opere di conversione o censura cristiane da essi subite (ad esempio, si pensi all’Edda Poetica e al Beowulf).

La stragrande maggioranza degli storici autori di letteratura fantastica possedeva vaste conoscenze in materia indoeuropeista e letteraria.
Pochi sanno che, per 40 anni, Tolkien ha insegnato a Oxford l’antico, il medio  inglese e il norreno (nordico), oppure che Jacob Grimm (quello dei fratelli Grimm) sia considerato tuttora uno dei più accreditati filologi e linguisti; o tanto meno che Lewis Carrol e C.S. Lewis, autori de Alice nel Paese delle Meraviglie e Le Cronache di Narnia, fossero rispettivamente professore di matematica a Oxford e professore di letteratura e lingua inglese a Cambridge e Oxford. In altre parole, erano luminari di materie universitarie molto poco “infantili”.

Personaggi così preparati non potevano che produrre scritti allegorici. Dove per allegoria intendiamo l’inserimento di più livelli di significato all’interno di una stessa opera.

Una scena del Gods of Metal 2006

I figli degli Elfi

Prendiamo ad esempio Il Signore degli Anelli di Tolkien. Sotto la punta dell’iceberg costituita dalla successione scenica degli eventi (per intenderci, la narrazione “cinematografica”) giacciono strati di riferimenti e significati impensabili. Nell’opera ogni nome o toponimo creato dallo scrittore ha una derivazione etimologica reale o inventata che rimanda all’inglese antico, al norreno, al celtico-gallese e addirittura al finlandese. Le razze e le stirpi della Terra di Mezzo sono modellate su popolazioni storiche esistite (es. I guerrieri di Rohan sugli Anglosassoni); così come la pressoché totalità dei personaggi principali deve la propria genesi a figure mitologiche e/o letterarie (si pensi all’odinico Gandalf o al re Elrond che era un mezz’elfo come l’Oberon di Shakespeare).
Se a ciò uniamo gli insiti messaggi religiosi, ecologici e sociali, la numerologia, i riferimenti deontologici filologici e intertestuali fra le opere dell’autore stesso, è facile comprendere quanto sia superficiale sminuire simili lavori, e quante ore di studio bisogni trascorrere solo per poterne fare l’esegesi.

 

“Ho combattuto con un passaggio particolarmente difficile dell’ Anello. Un punto in cui ho bisogno di sapere a che ora la luna si alza ogni notte quando sta diventando piena e come si cucina un coniglio!” JRR Tolkien

JRR Tolkien

Il professor JRR Tolkien

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LINK UTILI:

Il sito ufficiale dei Led Zeppelin
Ascolta Stairway to Heaven dei Led Zeppelin su You Tube
Il sito ufficiale dei Blind Guardian
Ascolta The Lord of the Rings dei Blind Guardian su You Tube
Fantasy Magazine
Società Tolkieniana Italiana

Scritti accademici di Marco di Noia su JRR Tolkien

Gli aneddoti sugli studi su Tolkien a: Cardiff Oxford.

La genesi letteraria e mitologica delle specie e delle razze fantastiche di Arda. Comparazione antologica del processo creativo di JRR Tolkien.
La mai tesi di dottorato in culture e letterature comparate, scritta a seguito di una ricerca fra Milano, Cardiff e Oxford (2009). Qui trovate le fonti letterarie, mitologiche e storiche alla base della nascita di alcune figure folcloristiche fra cui i nani, gli elfi, i draghi ecc.
Scarica la tesi.

Sulle orme di JRR Tolkien: la Oxford del Professore
Articolo pubblicato dalla Società Tolkieniana Italiana su Terra di Mezzo e dalla English Tolkien Society su Amon Hen e da ViviLombardia (2009).
Scarica l’articolo.

Gli archivi oxoniensi e l’origine del The Lay of the Children of Húrin
Articolo pubblicato dalla Società Tolkieniana Italiana su Minas Tirith (2009).
Scarica l’articolo.

Il Signore degli Anelli, fra letture polisemiche “inverosimili” e “verosimili”
Articolo pubblicato dalla Società Tolkieniana Italiana su Minas Tirith (2010).
Scarica l’articolo.

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