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Renoir, Monet, Degas & Co a Milano!

I grandi Impressionisti sono di scena a Palazzo Reale fino al 19 giugno. Io ci sono stato, vi racconto la mia esperienza.

Una mostra impressionante! 🙂 Si potrebbe definire così, ma sarebbe scontato, dato che le tele esposte al Palazzo Reale di Milano sono quelle degli Impressionisti. Ben 73 reperti, per l’esattezza, tutti provenienti della famosa collezione americana del Sterling and Francine Clark Art Institute di Williamstown negli Stati Uniti.

Impressionisti a Milano

La locandina, in copertina Il palco a teatro di Renoir

La mostra non è grandissima, ma comprende opere di Impressionisti con la “I” maiuscola fra cui Renoir, Monet, Degas, Manet, Morisot e Pissarro… ed è incentrata su dieci temi fondamentali: Impressione, Luce, Natura, Mare, Città e campagna, Viaggi, Corpo, Volti, Società e Piaceri.

Quello impressionista è un movimento sostanzialmente pittorico nato in Francia nell’Ottocento, intorno agli anni ’70 (evidentemente una decade artisticamente illuminata anche in quel secolo).

Avete presente gli stereotipi dei pittori francesi con cavalletto, barbetta (o barbone) a punta, aspetto un po’ trasandato, e vestiti sporchi di colore? Ebbene, sono proprio loro, gli Impressionisti.


Il termine Impressionismo deriva dal commento ironico di un critico d’arte francese – tale Louis Leroy – che, ispirato dalla visione del quadro di Monet, Impression, soleil levant, definì l’intera esposizione con il termine “Impressioniste”; scrivendo che la mostra attentava “ai buoni costumi artistici, al culto della forma, al rispetto dei maestri” (quando si dice essere ‘lungimiranti’…).

 

Attraversando la strada di Boldini

Attraversando la strada di Boldini

In seguito, la definizione venne ampliata all’attitudine per cui tali pittori basavano il loro stile sulle “impressioni luminose”: grosso modo sui giochi di colore, ombre e riflessi in funzione della luce (ad esempio i quadri in cui Monet dipinge lo stesso paesaggio in diverse ore del giorno, condizioni atmosferiche o stagioni dell’anno).

Il critico ottocentesco Jules Castagnery sosteneva molto emblematicamente che “questi pittori sono ‘impressionisti’ nella misura in cui non rappresentano tanto il paesaggio quanto la sensazione in loro evocata dal paesaggio stesso”.

Veniamo dunque alle mie “impressioni” sulla mostra.

Marco di Noia alla mostra

Seduto in uno spazio ottocentesco della mostra

Il mio gusto predilige i quadri con personalità netta, quelli che in qualche modo riescono a darmi qualcosa di insolito e originale. In modo particolare sono attratto dai dipinti colorati a tinte accese e sgargianti: non posso quindi che essere “a favore” di Renoir, tutta la vita.

Parimenti, amo più i particolari e i tratti definiti che le atmosfere vaghe e il “pastone” di colore; motivo per cui i dipinti di Monet non sono mai riusciti a far vibrare più di tanto le corde del mia emozione.

Ciò premesso ho apprezzato anche alcuni quadri di Latour,  Stevens, Tissot e  Jongkind; Theodore Rousseau e le sue dettagliate atmosfere campestri; l’originalità di Boldini e Lautrec.  Ma soprattutto le atmosfere orientali e l’uso dei colori di Gérôme, specialmente ne L’incantatore di serpenti, dipinto quasi tridimensionale.

L'incantatore di serpenti di Gérôme

L'incantatore di serpenti di Gérôme

Sebbene per una mera questione soggettiva di gusti non abbia fatto menzioni particolari dei vari Monet, Degas (quello delle ballerine!), Manet, Morisot e Pissarro, sono certo che molti di voi sono loro fan. Pertanto non posso che consigliarvi di andare a visitare la mostra. Il ticket “intero” costa 9 euro (ben spesi!).

Prossima tappa, la mostra dell’Arcimboldo, pittore che con Dalì oggettiva la mia compiacenza nei confronti dello “bizzarro”.

 

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LINK UTILI:

Il sito della mostra “Impressionisti a Milano”

Il sito del Palazzo Reale di Milano

 

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