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Nucleare SI’, nucleare NO: parola all’esperto!

In esclusiva al blog MDN, un ingegnere nucleare spiega i pro e i contro dell’apertura di una centrale nucleare.

“Ora Simpson! Visto che da anni sei un esperto tecnico nucleare ti imbarcheremo su un sottomarino nucleare…”
“Nuculare! Si pronuncia nu-cu-la-re”. (Homer Simpson)

Homer Simpson a "lavoro"

L'addetto alla sicurezza della centrale nucleare di Springfield

Tanto per rassicurarvi, l’esperto di cui stiamo parlando non è Homer Simpson (nonostante questo da anni sia il responsabile della sicurezza della centrale nucleare di Springfield). 🙂

Per il 12 e il 13 giugno è previsto un referendum sull’introduzione del nucleare in Italia. Il pomo della discordia è sempre lo stesso: il nucleare, benché economicamente conveniente, può rivelarsi apocalittico ed ecologicamente tragico. La Francia, tuttavia, ne beneficia, e se scoppiasse una centrale oltralpe noi non ne saremmo immuni.

Il sintetico testo che segue è stato realizzato appositamente per questo blog da un ingegnere nucleare (che ha chiesto di scrivere sotto pseudonimo), a cui ho proposto di semplificare al massimo i concetti, affinché siano alla portata di tutti, me compreso. Naturalmente gli ho chiesto imparzialità di giudizio; dato che spesso le opinioni  si formano più a partito preso che a seguito di un’accurata informazione.

Il mio personale parere è di abolire “internazionalmente” l’energia nucleare. Dico così poiché – sempre a partito preso – sono un ecologista. Tuttavia, occupandomi di canzoni e giornalismi di altri settori, non sono assolutamente competente in materia, perciò vi lascio al nostro “Homer Simpson” (Ingegnere, le va bene come pseudonimo? lol).

LA PAROLA ALL’ESPERTO…


Tra poche settimane gli italiani saranno nuovamente chiamati ad esprimersi a proposito della produzione di energia nucleare nel nostro paese.

Nel 1987, con in mente le immagini del disastro di Chernobyl dell’aprile 1986, i nostri cittadini sancirono per la prima volta l’abbandono di questa fonte energetica. Ora un analogo quesito referendario ci è stato posto e il voto avverrà, destino beffardo, subito dopo il verificarsi di un altro grave incidente che ha riguardato i reattori della centrale di Fukushima in Giappone.

La centrale nucleare di Fukushima

La centrale nucleare di Fukushima

Vediamo, per prima cosa, di fare chiarezza su alcuni punti: una centrale nucleare è essenzialmente una centrale termica; in pratica sfrutta il calore generato dalla fissione nucleare per creare il vapore con cui fare girare delle turbine, ottenendo così elettricità. L’accordo siglato tra l’EDF (Électricité de France) e l’Enel prevede lo studio per l’istallazione di quattro reattori, da circa 1.600 MWe l’uno, in almeno tre impianti. Alla base del progetto vi è la tecnologia dei reattori francesi EPR di terza generazione “plus”.

Consideriamo ora alcuni pro e contro:

Fattore CostoLa costruzione di una centrale nucleare è molto costosa, nell’ordine di alcuni miliardi di euro. La cifra precisa per le centrali previste in Italia non è facilmente quantificabile, ma stimabile intorno ai 5 miliardi di euro a reattore, miliardo più miliardo meno, in quanto non sono ancora diventati operativi nel mondo i quattro reattori dello stesso modello. Quello di Olkiluoto, in Finlandia – che dovrebbe costare alcuni miliardi di euro più di quanto preventivato, a causa di alcuni problemi sorti durante la costruzione – entrerà pienamente in funzione, forse nel 2013, con un ritardo di circa quattro anni sulla data prevista; mentre procede più regolarmente la costruzione del reattore di Flamanville in Francia (due ulteriori reattori sono di prevista istallazione in Cina a Taishan).

Una volta avviata la centrale si otterrà energia con investimenti minimi. Il che è esattamente l’opposto di quanto accade, per esempio, con una centrale a carbone, gas o petrolio, la quale richiede un basso investimento per la costruzione dell’impianto ma che poi per generare elettricità richiede un pesante impegno finanziario nell’acquisto del combustibile da bruciare giorno per giorno (se il combustibile fosse poi una fonte esauribile il suo costo tenderebbe a crescere con l’aumento della domanda e l’esaurimento dei giacimenti). Le fonti rinnovabili attualmente hanno un costo ancora più elevato delle centrali che bruciano combustibili fossili.

La centrale di Olkiluoto

La centrale di Olkiluoto (mi ricorda la torre ecomostro di Saruman!)

Gli anti-nuclearisti per contro fanno notare che anche l’uranio non è una risorsa infinita, e il suo costo è destinato a lievitare nei prossimi anni; inoltre anche i reattori a fissione richiedono periodicamente la reimmissione di combustibile nucleare per compensare quello esaurito (naturalmente in quantità enormemente inferiore rispetto a una centrale a idrocarburi).

Già adesso parte del fabbisogno energetico italiano viene coperto facendo ricorso agli impianti nucleari francesi che, generando in maniera continua elettricità, anche quando le richieste energetiche dell’utenza transalpina sono basse, ci permettono di importare energia a bassissimo costo visto che l’alternativa per il gestore francese, nel caso non venisse consumata, sarebbe di disperderla. Per contro nel caso venissero create delle centrali italiane questo prezzo sarebbe maggiore ma comunque sempre molto più basso delle altre possibili fonti energetiche. Attualmente l’energia ottenuta dal nucleare è la più economica disponibile sul mercato, sommando il costo di creazione dell’impianto più la gestione della centrale per un periodo di varie decine d’anni; a questa cifra andrebbe tuttavia ulteriormente aggiunto anche il costo di smaltimento e contenimento delle scorie generate dall’impianto, rifiuti che restano pericolosi per migliaia di anni, e attualmente non è facile quantificare quanto denaro sia necessario per questa fase.

Fattore impatto ecologicoLe centrali che bruciano carbone, gas o petrolio generano inevitabilmente un grosso inquinamento del territorio in cui sono sistemate. Le centrali nucleari permetterebbero di risparmiare al nostro paese le polveri e l’anidride carbonica generate dal bruciare varie milioni di tonnellate di combustibili fossili all’anno; per contro gli impianti nucleari generano scorie che restano pericolose per migliaia di anni e di cui attualmente non sappiamo precisamente cosa fare a lunghissima scadenza. Caso emblematico è quello del deposito di Asse in Germania, una vecchia miniera di sale che negli anni ‘70 il governo tedesco destinò a sito per lo smaltimento di rifiuti nucleari. Dopo avervi sistemato più di 100.000 fusti di materiale radioattivo si è scoperto che l’acqua sta invadendo la miniera, quest’acqua a contatto con i rifiuti diventa radioattiva, rischia di inquinare le falde e fare collassare l’intera miniera. Per disinnescare questa bomba ecologica,il governo tedesco sta pensando di svuotare il deposito usando dei robot (sarebbe rischioso per un essere umano) che depositino le scorie in qualche altro luogo, attualmente non ancora designato.

La creazione di depositi per le scorie nucleari è uno dei problemi di più difficile soluzione sul tavolo dei partigiani del nucleare. Gli Stati Uniti volevano creare il loro deposito permanente per i rifiuti nucleari a Yucca Mountain in Nevada, ma attualmente al progetto sono stati tagliati i fondi, mettendo in forse il tutto.

Fattore RischioLe centrali che si vorrebbe costruire in Italia appartengono alla terza generazione, anzi ad una terza generazione migliorata (terza plus); significa che sono previsti quattro sistemi indipendenti di raffreddamento – ognuno dei quali in grado di mantenere sotto controllo la temperatura del reattore a prescindere dal funzionamento degli altri tre – ed enormi investimenti per proteggere il reattore nei confronti degli eventi naturali o terroristici.

Gli incidenti di maggiore impatto ambientale di cui si abbia notizia riguardano il reattore 4 della centrale di Chernobyl, il reattore 2 di Three Mile island e i reattori presenti a Fukushima tutti appartenenti a una generazione di reattori con standard costruttivi ormai abbandonati a favore di norme più restrittive a favore della sicurezza. Naturalmente a volta anche l’impensabile può capitare…

Ringraziando nuovamente l’ing. Homer Simpson per la disponibilità e il prezioso contributo, vi domando cosa ne pensate? Nucleare sì o Nucleare no?

Alla prossima!
(Lo spazio per i commenti è a fondo pagina)

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