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I “privilegi” dei Parlamentari aggiornati al 2011

Stipendio, diaria, rimborsi spese: resoconto delle varie forme di compenso che percepiscono i nostri deputati e senatori, secondo quanto riportato dai siti della Camera dei Deputati e del Senato.

 

Il riposo del parlamentare

Il meritato riposo

In questo articolo non cito nomi di parlamentari o partiti (nemmeno nelle didascalie).
Lo faccio perché, “votazioni autoreferenziali” alla mano, quando si tratta di badare al conto in banca personale, che siano di sinistra, destra o centro, sono tutti uguali e “senza nome”, se non quello generalista di “parlamentare”.

L’unico deputato che mi è parso corretto citare è quello che, come vedremo in seguito, ha proposto di ridurre i privilegi della propria casta.

E’ doveroso specificare che i dati riassunti non me li sono inventati. Sono pubblici e visionabili sui siti ufficiali della Camera dei Deputati e del Senato che verosimilmente dovrebbero essere aggiornati al 2011.


IL VIDEO BLOB di “IN PARLAMENTO” brano di Marco di Noia (trasmesso in un servizio del TG3 Rai  del 18/07/2011).

GLI INCASSI DEI 945 PARLAMENTARI (630 DEPUTATI + 315 SENATORI)

Indennità parlamentare(stipendio base)

5.486 euro netti al mese. (5.613 euro per i senatori)
Questa è l’unica forma di remunerazione prevista della nostra Costituzione:

I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge.
Art. 69

 

 

+

Diaria(rimborso spese per il soggiorno a Roma)

 

3.503 euro mensili.
Con penale di 206,58 euro per ogni assenza dalle votazioni, dove è considerato presente il parlamentare che partecipa almeno al 30% delle votazioni effettuate nell’arco della giornata).

+

Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori

3.690 euro mensili.
(I senatori hanno invece un “contributo di supporto” di 4.180 euro mensili- 1.680 versati direttamente al senatore e 2.500 versati al gruppo parlamentare di appartenenza).

Il parlamentare e le carte

La partita on-line a scopa

+

Spese di trasporto e spese di viaggio

GRATIS +  ulteriori 1.108/1.333 euro mensili.
(I senatori percepiscono 1.650 euro mensili che comprendono anche le spese telefoniche)
I parlamentari usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale.
Per i trasferimenti dal luogo di residenza all’aeroporto più vicino, e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l’aeroporto più vicino al luogo di residenza, e a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km.

+

Spese telefoniche

258 euro mensili.
I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche.

+

Assistenza sanitaria (integrativa)

 

Il parlamentare sul sito delle escort

Il sito delle escort (fonte: Oggi)

TOTALE STIPENDIO NETTO MENSILE:

14.269 euro al Deputato e 15.000 euro al Senatore.

I contribuenti italiani pagano circa 240 MILIONI di EURO ALL’ANNO per stipendiare i 945 Parlamentari al LORDO di imposte, contributi ecc. (agevolazioni sui trasporti escluse).

E non è tutto.

Il Parlamentare ha anche diritto a:

Assegno di fine mandato (liquidazione)

Al termine del mandato parlamentare, il parlamentare riceve un assegno che è pari all’80% dell’importo mensile lordo dell’indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Parafrasi: se non ho fatto male i calcoli la sola indennità lorda è di 11.704 euro, cifra che va moltiplicata per ogni anno di mandato non inferiore ai 6 mesi. Se il mandato fosse di cinque anni, il nostro parlamentare si beccherebbe una “liquidazione” di 58.520 euro.

+

Assegno vitalizio (pensione)

Il parlamentare, dopo 5 anni di mandato effettivo, riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti.
L’importo dell’assegno varia da un minimo del 20 per cento a un massimo dell’60 per cento dell’indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.
Parafrasi: la pensione di un parlamentare va da un minimo 2.304 euro a un massimo di 6.912 euro al mese, per garantirsela bastano 5 anni di mandato.

Scacchi

 

Al montepremi mancano anche i generosi stipendi per gli assistenti dei Parlamentari, i cosiddetti “portaborse”, che spesso sono parenti o conoscenti. Su questo punto non mi esprimo poiché non ho ancora capito se tali spese vengono detratte dallo stipendio del Parlamentare (motivo per cui qualche anno fa ci fu il problema dei “portaborse” pagati a nero), oppure se i portaborse vengono remunerati a parte dai contribuenti (se qualcuno avesse notizie “istituzionali” a riguardo è pregato di scrivermele così aggiorno il testo).

Infine, le precedenti cifre e agevolazioni vengono naturalmente maggiorate per le più alte cariche statali e per i senatori a vita.

Riassumendo ai circa 240 milioni annui precedenti vanno aggiunti i vitalizi dei parlamentari pensionati, le maggiorazioni per le alte cariche, gli stipendi dei portaborse, le costosissime auto blu e varie ed eventuali.
Dunque, le domande che mi sorgono spontanee sono: in questo periodo di crisi, cosa ce ne facciamo di quasi 1.000 parlamentari? E non sono un po’ troppi 15.000 euro mensili per il lavoro di “votante”? Non sono invece un po’ pochini 5 anni per avere diritto a una lauta pensione?

E in Europa? Da un’inchiesta de l’Espresso si evince che gli euro-deputati italiani sono allo stesso tempo i più pagati e i più assenteisti. Al 2009, il totale dei compensi per il nostro alfiere europeo ammontava a  144.000 euro all’anno (privilegi esclusi), nettamente in vantaggio rispetto all’inseguitore austriaco (106.583 euro), a quello olandese (86.000), e ovviamente all’euro-media che è di circa 60.000 euro. Anche qui sorge spontanea una domanda: perché i contribuenti italiani devono pagare i propri euro-parlamentari più del doppio di quanto pagano i contribuenti degli altri stati?

Eurodeputati

In Europa!

Lo scorso 21 settembre 2010, il deputato Antonio Borghesi ha proposto l’abolizione del vitalizio che, come abbiamo visto, al parlamentare spetterebbe dopo soli 5 anni di mandato, mentre al normale contribuente dopo 40 anni. Questi gli esiti della votazione:

Presenti: 525

Votanti: 520
Astenuti: 5
Hanno votato sì alla proposta: 22
Hanno votato NO alla proposta: 498.

Esortandovi ad affrontare la crisi economica in cui ci troviamo tentando la oggettivamente conveniente carriera del parlamentare, vi lascio a un estratto del discorso con cui è stata introdotta in Parlamento la proposta, poi bocciata quasi all’unanimità.

Non sarà mai accettabile per nessuno che vi siano persone che hanno fatto il parlamentare per un giorno – ce ne sono tre – e percepiscono più di 3.000 euro al mese di vitalizio. Non si potrà mai accettare che ci siano altre persone rimaste qui per sessantotto giorni, dimessisi per incompatibilità, che percepiscono un assegno vitalizio di più di 3.000 euro al mese. C’è la vedova di un parlamentare che non ha mai messo piede materialmente in Parlamento, eppure percepisce un assegno di reversibilità.

[…]

…si potrebbe procedere nel senso da noi prospettato, che consentirebbe di fare risparmiare al bilancio della Camera e anche a tutti i cittadini e ai contribuenti italiani circa 150 milioni di euro l’anno.

Leggi il testo intero.

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