• Senza categoria

“Jahnet” e la musica del bosco…

Nuova collaborazione con l’arrangiatore/cantautore/polistrumentista Simone “Jahnet” Beccarelli.

Simone Beccarelli e Marco di Noia

Simone "Jahnet" Beccarelli e Marco di Noia

Cari lettori e ascoltatori, purtroppo non riesco più a dedicare molto tempo a questo blog come facevo nei mesi passati. Lavoro intenso, trasloco e situazioni varie ahimè lasciano poco tempo a disposizione. Tuttavia, sebbene abbia il passo di una lumaca zoppa, non sono fermo, così come non lo è la mia musica. 🙂
Sono dunque lieto di annunciarvi l’inizio di una nuova collaborazione artistica con un personaggio atipicamente intrigante, nonché amico, compagno di avventure musicali (Autopalco, Area Sanremo…) e arrangiatore: Simone “Jahnet” Beccarelli.

Ve lo introduco…

Innanzitutto Simone è un bravo cantautore, chitarrista, percussionista e arrangiatore. Poi è anche un personaggio particolare con una storia da raccontare.
Ha trentacinque anni, e a vederlo ora sembra un ragazzo come tanti. Ma il suo aspetto odierno cela un passato che si snoda nei boschi della Val Seriana e nei suoi fascini new age. Poiché, per chi non lo sapesse, questo palmo di terra a un’ora e mezza da Milano è notoriamente una zona di hippie silvani, che planano tra gli alberi su correnti orientali e non solo.

Rovetta

Rovetta, dove abita "Jahnet"

Vi sembrerò criptico, ma forse qualcuno capirà… 😉

“Ho vissuto per alcuni anni nei boschi”, mi disse Simone qualche mese fa, inducendo la mia mente a facili congetture sullo stato razionale del soggetto in questione.
Poi col tempo, dopo avere avuto modo di conoscerlo, ho capito che Simone, quando mi diceva di avere vissuto nei boschi, non si trovava sotto l’effetto di stupefacenti o febbri deliranti…

Ora non fatevi idee sbagliate. Non sto parlando né del novello Tarzan, né di un Big Foot bergamasco, bensì di un uomo che dai 13-14 anni ai 20 era solito trascorrere, insieme alla sua cricca di seguaci, intere giornate tra gli alberi dei verdi monti nei pressi di Clusone. Come elfi grigi, o folletti irlandesi, questi ragazzi costruivano rifugi per la notte, accendevano fuochi per riscaldarsi, si abbeveravano alle fonti, lasciando la civiltà e le comodità a chilometri di distanza.

“Dopo giorni di isolamento nei boschi – mi ha raccontato Simone – arrivavamo a percepire le auree degli alberi e le energie positive e negative di ciò che ci circondava. Gli animali iniziarono persino ad abituarsi a noi e ad avvicinarsi”.

Val Seriana

I boschi "new age" della Val Seriana

Simone, che ai tempi aveva i capelli rasta, fondò con alcuni amici la band “Travaglio in corso”. Il gruppo provava a casa di Simone, che prima della ristrutturazione, era una sorta di crocevia con le pareti graffitate, in cui si riunivano artisti di vario genere. Stesso luogo che ora, nonostante la parvenza più ordinaria, conserva un pizzico di magia spolverato su una collezione di strumenti musicali etnici provenienti da tutto il mondo.

Così, tra simposi d’alta montagna, una maglietta di Ganesha e altre avventure di vita – tra cui un figlio – Simone é arrivato a incrociare la via del sottoscritto.

A cosa porterà questa sì stramba sinergia?

Come direbbe Simone “Jahnet” Beccarelli: “…a una bella storiaaaa! Pota! Yeah!”;

La fan-page Facebook di Simone “Jahnet” Beccarelli

P.S.

Un sentito ringraziamento agli amici di Autopalco per averci fatto incontrare!

Simone Rasta

Simone versione "rasta"

SEGUI MARCO DI NOIA SU TWITTER
RESTA AGGIORNATO SUGLI ARTICOLI DEL BLOG ABBONDANDOTI AI FEED RSS

Marco di Noia – Fan Page Ufficiale | Promote Your Page Too

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • Tumblr
  • Yahoo! Buzz
  • RSS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *