I testi

TESTI CANZONI


Clicca sul titolo del brano per leggerne il testo

Rema! (2012)

Il Valzer del Cappellaio Matto (2012)

Crisi Superstar (2012)

Fotosintesi Clorofilliana e Meditazione Zen (2012)

Sulle Strade d’Inverno (2012)

Il Sogno di Vertunno (2012)

I testi delle mie canzoni prodotte e/o eseguite dal vivo

Amore Teutonico (2007, singolo 2009)

Capodanno a Vienna (2008, demo)

Frutto Immaturo (2010, EP)

Hollywoodiano (2010, EP)

Il ponte sulla Drina (2010, live)

In Parlamento (2010, EP)

L’Arte di Arrangiarsi (2013, singolo 2014)

Se tu non fossi santa… (2010, singolo 2012)

 

Amore Teutonico
(Brano scritto nel 2007 e dedicato a un amor che fu, in terra polacca).

Tutto sta marcendo dentro, e questo io non lo sopporto,
lentamente, scricchiolando come un tavolino rotto.
Tutto cade lento come il sole prima del tramonto, rosso come i tetti di Toruń.
Passo svelto, un po’ nervoso fra i ricordi mi tormento.
Mi tormento lento, mentre un grido prende il sopravvento
e impazzito come un cane infettato dalla rabbia
lecco quel che resta in me di te.

Tutto sta marcendo dentro, e forse me ne sono accorto,
lentamente tagli il filo senza il minimo rispetto.
Come una candela mi consumo lento e senza forze vago per le strade di Toruń.
Passo svelto tieni il tempo rintoccando nel suo petto.
Petto al cui cospetto tutto apparve privo d’ogni sfarzo.
Sferzo il mio appetito e lento sbrano gli attimi di vita
spesi per dimenticare te.

Tremo all’alba di un gelido tormento,
combattendo con il tuo sguardo freddo,
mentre, sordo, esplode il mio lamento
che non senti tu.

Crolleranno le mura del castello,
non vedranno il prossimo tramonto,
mentre svelto mi scaglio controvento
per trovare te.

Tutto sta marcendo dentro, e questo io non lo sopporto,
lentamente tagli il filo per uscir dal labirinto.
Spesso ho illuso istinti che mi dipingevano il ritratto vero del tuo animo a Toruń.
Passo svelto cedi il passo ai ricordi senza tempo.
Tempo vecchio amico che cancelli tutto come un lampo.
Stampo spesso il suo sorriso sulla Vistola al tramonto
che la mia disfatta annegherà.

Tremo all’alba di un gelido tormento,
combattendo con il tuo sguardo freddo,
mentre, sordo, esplode il mio lamento
che non senti tu.

Crolleranno le mura del castello,
non vedranno il prossimo tramonto,
mentre svelto mi scaglio controvento
per trovare te.

(Strofa tagliata in fase di arrangiamento)

Tutto sta marcendo dentro, non te ne puoi fare un vanto.
Lentamente sorseggiando il fondo di un caffé polacco,
stecco le ali rotte di pensieri bianchi che nel vento volan fra le mura di Toruń…

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Capodanno a Vienna
(Brano scritto nel 2009, a seguito di un’avventurosa settimana nella capitale austriaca, con due amici al seguito).

I ponti illuminati sul Danubio, il vino caldo per le strade, i taxi e tre ragazzi semplici.
Lorenzo e il suo tabacco, le cravatte, i pianoforti ricamati, il cioccolato e l’aria gelida…
Un Belvedere di cornici e un Bacio d’oro scintillante, così dolce ti farebbe addormentare.
E nei caffè di lusso, o sopra ad un calesse per le vie del centro, un giorno amore ti vorrei portare…

Decorazioni, insegne natalizie, imperatori, i souvenir di Mozart, due ragazze facili…
Lorenzo fuma e Silvio si cimenta nell’inglese con accento calabrese incorreggibile.
Un nuovo anno e la mia camera d’ostello, e un’esperienza che davvero non ti posso raccontare.
E quella principessa celebre si è presa le mie fantasie, nei suoi ritratti ti potrei cercare.

Ma se la la la la musica sale per i cieli e per le strade allora ti divertirai.
E no no no no non ti rifiutare, qui c’è poco da pensare e forse ti sorprenderai.
Sì perché col nuovo anno cambierei! Sì perché col nuovo anno tornerai!

Decorazioni, insegne natalizie, sì, ma piove e dopo l’una non c’è più niente da fare.
Non resta aperto più neanche un locale, Lory fuma e Silvio ha fame, il mio erotismo è inconsolabile.
Il Bacio d’oro scintillante di un pittore e quella nota principessa sembrano fuggiti via.
E infastidita da cravatte ricamate, cioccolato e walzer, si risveglia la mia nostalgia

Ma se la la la la musica sale per i cieli e per le strade allora ti divertirai.
E no no no no non ti rifiutare, qui c’è poco da pensare e forse ti sorprenderai.
Sì perché col nuovo anno cambierei! Sì perché col nuovo anno tornerai!

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Crisi Superstar
(Brano scritto nel 2012).

Bella la televisione
all’alba della Quarta Dimensione,
puoi vederla anche sul web.
Tanti megabyte di sorrisi bianchi
e dive travestite da scoprire con un click…
del mouse.

Bella la virtualità,
ma dopo questa pausa di relax ci attende la realtà…
dove la Superstar è…

la crisi esistenziale, la crisi dello Stato,
la crisi del lavoro, la crisi del Mercato,
persino gli psicologi lamentano la Crisi:
la Crisi mette in crisi davvero!

Belli i film d’amore
dove anche i vampiri fidanzati
giuran per l’eternità.
Bella è la fedeltà, ma dopo il lieto fine apparirà la stessa superstar…
la crisi delle coppie, la crisi sessuale,
quella delle nascite, quella matrimoniale.
Non solo l’anno settimo, ma anche solo un attimo,
la Crisi ci separa davvero!
La Crisi mette in crisi!

Mio nonno a mio padre diceva,
ai miei tempi la vita era più dura!
Adesso io dico papà:
tu avevi le big band,
la Beat e il grande boom!
Noi invece la prendiamo nella…

crisi discografica, la crisi del più o meno,
la crisi radiofonica, la crisi di Sanremo.
Sul trono un Re bemolle, Mi Fa Sol-tanto Crisi,
la Crisi ce le suona davvero!

La crisi immobiliare, la crisi degli affitti,
la crisi degli affetti, la crisi dei profitti,
se anche i calciatori lamentano la Crisi:
la Crisi ci ammonisce davvero!

La Crisi ci sgambetta davvero!
Ci sbatte in fuori gioco, ci batte a tavolino, ci mette nella… Crisi…

Noi invece la prendiamo nella…
crisi della pubertà, la crisi degli ormoni,
dei giovani precari e dei vecchi “fannulloni”
se anche le accompagnatrici pagano la Crisi:
la Crisi manda in bianco….  davvero!

La crisi nazionale, la crisi provinciale,
la crisi è andata in crisi nella crisi universale,
persino al Vaticano lamentano la crisi,
la crisi mette in croce… davvero!

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Fotosintesi Clorofilliana e Meditazione Zen
(Brano scritto nel 2012).

Fotosintesi clorofilliana
e meditazione Zen,
e sto in silenzio
come un albero sulla collina…
Meglio che parlare e dire niente,
è l’insegnamento Zen,
ma l’uomo è lupo
e trova sempre il modo di ululare.

Che cosa penso io? Che cosa dici tu?
Certezze, non ne ho! Io godo della…

fotosintesi clorofilliana
e della disciplina Zen,
che se non hai radici
resti senza nutrimento!
Sono erezioni di cemento,
le moderne idee di Yang,
a compensare l’impotenza socio-esistenziale.

Da dove vengo io? Dove mi porti tu?
Se un Dio non guarda giù, ci salverà…

… lo Zen!
Che mi ha fatto scoprire il cibo giapponese!
Lo zenzero! E sto akkoalato alla mia pianta…

Fotosintesi clorofilliana e meditazione Zen,
e sto in silenzio…

Che cosa faccio io, cosa decidi tu?
Se non ne potrò più, mi salverà lo Zen!
Dove mi fermo io, cosa comandi tu?
Se d’acqua non ce n’è, ci penserà lo Zen!
Speranza non ce n’é, ci penserà lo Zen!
Se un Dio non viene giù, rimango sul…

bambu, bambu,
ti abbraccio come il panda del Gansu, Gansu,
akkoalato alla mia pianta…
Tu, a cosa stai dando la caccia?
Tu a cosa vuoi dare la caccia?..

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Frutto Immaturo
(Brano scritto nel 2010, mischiando tele impressioniste a ritagli di vita).

Vivi sospesa, tra sogno e realtà, ti avrà dipinta Renoir,
impressionato dal verde e dal blu, l’ispiratrice sei tu…

Volano rondini, e voli anche tu! La primavera ci lascia,
ma dona viole e violini, l’assenzio e i giardini, le foglie di te
eppure il letto disfatto… sta bene anche a te!

Chi mi ha sottratto il suo frutto immaturo fece peccato.
Pensa che stolto! Ero stato avvertito:
“Chi vol’esser lieto sia del doman’ non v’è certezza”

Salici e ninfee sono per te, ti avrà dipinta Monet,
innamorato del giallo e del blu, l’opera d’arte sei tu…

Sogniamo tutti e sogni anche tu, se credi d’esser la sola
E senza veli e pudori regali piaceri, ma sai cosa c’è?

Che adesso il letto disfatto sta bene anche a me!

Chi mi ha sottratto il suo frutto immaturo fece peccato.
Pensa che stolto! Ero stato avvertito:
“Chi vol’esser lieto sia del doman’ non v’è certezza”

Note di pioggia rinfrescano luglio e l’erba bagnata soddisfa l’olfatto.
Pensa che fesso son stato… a perdere te.

Chi mi ha sottratto il suo frutto immaturo fece peccato
Pensa che stolto! Son stato fregato!

“Chi vol’esser lieto sia del doman’ non v’è certezza”

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Hollywoodiano
(Brano alla celluloide scritto nel 2010).

Come Marlon Brando nei panni del “Padrino”,
parlo sottovoce, ti chiamo a me vicino:
“ti farò un’offerta che non potrai proprio rifiutare, tu…”

Recita  Al Pacino al giovane avvocato:
“la vanità è decisamente il mio peccato preferito”,
eppure da una vita, sto peccando a modo mio, io.

E paga la tangente ai miei bollenti spiriti,
se no io veramente ti potrei sparare come fa Al Capone.

Ma sdraiati sopra un prato sembra un film hollywoodiano,
fabbriche di cioccolato costruiscono un incanto, tu…

Come Johnny Depp travestito da pirata,
mi farei tradire a morte per un bacio sulle labbra,
poi dentro un forziere il cuore mio sapresti imprigionare tu?
Imitando John Travolta io ti porterei a ballare,
ti farei girare in aria come un’elica a motore,
ma la febbre la farei durare almeno per un mese.

E fa volare in alto i miei bollenti spiriti ,
se no io ti farei sparire come David Copperfield…

Ma sdraiati sopra un prato sembra un film hollywoodiano,
fabbriche di cioccolato costruiscono un incanto tu…

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Il ponte sulla Drina

(Brano scritto nel 2009, a seguito di un viaggio on-the-road nei territori della ex-Jugoslavia. Il Testo ha ricevuto la Menzione Speciale al premio letterario InediTo 2013).

Laveranno i panni con le acque fredde di smeraldo,
fino a renderli invisibili
Presso il ponte sulla Drina,
c’ è un esercito di donne, sminatrici di memorie torbide.

Con l’inchiostro dei trattati, e il presidio dei soldati,
nutriranno i canoni europei,
ma i pensieri oscuri quelli li alimenta la frontiera,
mentre la Drina si gonfia di vento…

…e scorre  nonostante l’odio,
viaggia senza passaporto,
bagna il viso di un terra che
indossa un velo nero come il cielo,
ma si riscopre gravida al tramonto di una guerra sterile.

Campanili e minareti,
mezzelune e bianche croci
hanno condiviso vedove.
Presso il ponte sulla Drina,
c’è un passato da affogare dentro un fiume di necessità…

che scorre nonostante l’odio,
viaggia senza passaporto
bagna il viso di un terra che
indossa un velo nero come il cielo,
ma si riscopre gravida al tramonto di una guerra sterile

Amore che mi hai abbandonato
all’odio che non è passato,
amore forse mi perdonerai
se indosso un velo nero come il cielo,
ma un canto libero dall’incoscienza questo fiume porterà …

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Il Sogno di Vertunno
(Brano scritto nel 2012, ispirato dalla divinità etrusca del cambiamento e dalle pitture sugli elementi di Giuseppe Arcimboldo).

Là dove il mare si affaccia discreto,
e trova adagiati le reti e i coralli,
dentro una grotta dai mille orizzonti,
dormono zattere e naufraghi sogni.

Un carapace di granchio sul cuore,
perché nessuno lo possa spezzare,
e per orecchie conchiglie d’azzurro
così che ogni suono somigli a un sussurro.

Onda che viene, onda che va,
sopra l’oceano dell’umanità
mi piacerebbe vestire di mare,
per essere immenso e non farmi arginare.
Potrei davvero dipingere un vento,
che soffi sull’acqua una brezza d’incanto.

Poi venne Vertunno fiorito nel petto,
verde di foglie e di frutti dipinto,
a fare valere la legge del tempo
che a tutti comanda, e non lascia scampo,

Uno smeraldo sul fondo del cuore,
che pochi soltanto potranno ammirare
un sottobosco di mille pensieri,
che pochi soltanto sapranno capire.

Foglia che viene, foglia che va,
sulla foresta dell’umanità,
mi piacerebbe vestire di terra,
per crescere vita e non spargere guerra.
Ogni stagione ha un vestito diverso
cucito tra i rami con fili d’incanto….

Piume di falco ricoprono il cuore,
Così che nessuno lo possa afferrare
Vive un pavone di mille bellezze,
che sceglie i colori per non arrossire

Sole che viene sole che va,
Sui viaggiatori dell’umanità
mi piacerebbe vestire di brace,
per marchiare a fuoco un messaggio di pace
Potrei davvero dipingere un vento,
che soffi sul mondo una pioggia d’incanto.

Sole che viene sole che va,
Su questo petalo di infinità …

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Il Valzer del Cappellaio Matto
(Brano scritto nel 2012, dedicato all’esegesi dei due romanzi di Lewis Carroll sul Paese delle Meraviglie, e non solo…).

Con il Tempo ho litigato,
c’è chi dice  l’ho ammazzato,
quello allora si è fermato
per non essere inseguito,
l’ho inzuppato  dentro al tè,
ce n’è un sorso anche per te…

Bianconiglio, sei ingrassato!
nessuno ti rincorre più,
hanno scelto il Brucaliffo,
strafumato ad Amsterdam

“Twinkle, twinkle, little bat!”,
ho una sola verità:
sono matto e non mi curo
del passato e del futuro!

Il mercurio nel cappello
ha liquefatto il mio cervello,
e siccome era incompreso
l’hanno dichiarato evaso,
l’ho rivisto dentro al tè,
c’è un sicario anche per te!

Mia regina, mi permetta, di adularla ancora un po’,
lo Stregatto perde il pelo, ma il sorriso quello no…

‘Twinkle, twinkle, little bat! “
Tra teoria e pratica

ci son stanze di parole,
ci son porte senza chiave,
poche carte da giocare,
con il rischio di impazzire
in questo show
piovono piume…
e penne sopra lo scrittoio,
penne sull’ala del corvo,
psichedeliche illusioni,
razionali regressioni fino all’Es…
l’amico Es!

Mia bambina, stai sognando,
nei tuoi grandi occhi blu,
forse è meglio risvegliarsi,
che non risvegliarsi più

‘Twinkle, twinkle, little bat!”
Ho una sola verità:
sono matto e non mi curo
del passato e del futuro!

‘Twinkle, twinkle, little bat!
How I wonder what you’re at!”
Sono matto e no, non mi curo,
del passato e del futuro!

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

In Parlamento
(Brano scritto nel 2010, relativamente alla mia futura occupazione lavorativa).

In parlamento, sono più di seicento.
Noti avvocati, imprenditori stempiati
e pornodive che lavoran per te!
Guarda da grande farò il parlamentare
o quanto meno il portaborse o chissà
il faccendiere, il senatore o il prefetto, con papà!

Quanto mi piace sedermi a parlare di rimborsi e di tagli, di veline e parenti!
E non mi schiodo più!
Un diluvio universale! Un diluvio universale! Un bel diluvio universale!

Col garantismo raggiungiamo l’orgasmo.
Con il palo bipolare dentro al PIL, quando a lodo del ministro dico sì!

Quanto mi piace sedermi a mangiare, costruire, invecchiare, demolire e rifare!
E non li schiodi più.
Gli indici vanno su!.. Su… su ..e su!

Un diluvio universale! Un diluvio universale! Un bel diluvio universale!

Sua eccellenza sta in disparte,
cerca la sua cassaforte.
Rovistando fra le carte,
spera nella buona sorte…

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

L’Arte di Arrangiarsi
(Brano scritto nel 2013, sulla considerazione che l’arte ha nel nostro paese).

Se fossi uno studente incline alla poesia
chiederei all’insegnante un cambio di lezione
“Professore, con due rime e qualche allegoria
insegnami a trovare un’altra occupazione…”

Se l’unica arte che non ti mette in forse
in questo paese è l’arte di arrangiarsi…

Ed il Rinascimento di Leonardo e Caravaggio
è ormai natura morta che non dà sostentamento
quanto l’apertura di un’impresa di tinteggio
anche a fare il pittore ci vuole coraggio…

Se l’unica arte che non ti mette in forse
in questo paese è l’arte di arrangiarsi
chi sceglie la speranza deve farle la corte
perché la buona sorte mischia solo poche carte

Andrei dal direttore per avere un’audizione
se fossi uno studente del Conservatorio
“Maestro, con due note e un’improvvisazione
insegnami il solfeggio della disoccupazione…”

Mi porterei l’orchestra e magari un tricolore
per cantar la mia canzone, sul colle Quirinale
“Presidente, con due firme ed un discorso alla Nazione
ci insegni la rivoluzione, quella culturale

Se l’unica arte che non ti mette in forse
in questo paese è l’arte di arrangiarsi
un sogno, una speranza e un animo solerte
perché la buona sorte mischia solo poche carte
in questo gran teatro se resti senza arte
imparati la parte e magari suoni a corte!

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

 

Rema!
(Brano scritto nel 2012, dedicato a chi ci rema contro e a un certo avvenimento di cronaca).

Quando inizia un nuovo giorno: rema, rema!
Anche se sei molto stanco: rema, rema!
L’importante è non fermarsi nell’oceano della vita,
basta un semplice sconforto e ti ritrovi a riva!
Rema, rema!

Basso, alto, magro o grosso:  rema, rema!
Coi capelli neri o biondi o senza chioma,
con il sole, pioggia o neve, in discesa o in salita
non ti puoi sbagliare, c’è una sola via d’uscita!

L’importante è mettersi a remare
in questo periglioso mare, se no si affonda!
E non ci si può lasciare andare,
c’è uno scoglio da evitare, se no si sbanda.
Ah! Ci si confonde e se non sei bionda…
il comandante non ti salva.

Non tirare i remi in barca! Rema, rema!
Quando fai l’amore  in tutti i laghi, rema!
E se trovi qualche santo da pregare nel tuo viaggio,
ogni nube all’orizzonte sarà di passaggio!

L’importante è mettersi a remare
in questo periglioso mare, se no si affonda!
E non ci si può lasciare andare,
c’è uno scoglio da evitare, se no si sbanda.
Ah! Ci si confonde e se non sei bionda…
il comandante non … rema!

Se ti tassano la barca: rema, rema!
Se ti rubano anche i remi, allora nuota!
Come fece Ulisse, nella pace e nello scontro,
la risposta alla cattiva sorte è remare contro!

L’importante è mettersi a remare
in questo periglioso mare, se no si affonda!
E non ci si può lasciare andare,
c’è uno scoglio da evitare, se no si sbanda.
Ah! Ci si confonde e se non sei bionda….
il comandante non ti salva.

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

Se tu non fossi santa…
(Brano scritto nel 2009… genuflesso nel convento della mia testa).

Se tu non fossi suora, io ti amerei davvero
Togli il vestito nero, metti il vestito blu e ti amerò di più
Se tu fossi al mercato, a vender la verdura,
con quella scollatura dovrei fare la fila… ti pagherei in natura.

Se tu non fossi santa ti porterei all’inferno,
facendo il girotondo coi diavoli e coi sensi, fra desideri sparsi.

Din don, din don dan don (…)

Se tu fossi un’agente dell’aeroportuale,
mi riempirei i calzoni di oggetti a non finire, per farmi perquisire.
E quando viene sera ti porterei in campagna,
tra un gallo e un gallina, con l’asino che raglia: due cuori in una stalla.

Se tu non fossi santa ti porterei all’inferno,
facendo il girotondo coi diavoli e col mondo, oh sister bless my soul!

Din don, din don dan don (…)

Se tu non fossi suora vorrei fare l’amore
tra fieno e girasoli,tra fragole e lamponi, magari sul trattore…

Se tu non fossi santa ti porterei all’inferno
facendo il girotondo, coi diavoli e col mondo, oh sister bless my soul!

Oh sister bless my soul! Io non mi pentirò!
Davanti ad un altare è morto un peccatore, ma ti perdonerò!

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

Sulle Strade d’Inverno
(Brano scritto nel 2012).

Delicatamente imbianca l’orizzonte,
si perde nel silenzio di un inespresso canto.

Fiocco dopo fiocco e passo dopo passo,
la brina tra le dita, la pelle come marmo,
ti senti solo e stanco.

Piumoni di certezze ti possano scaldare,
parole di saggezza ti facciano capire.
Il vento di bufera non ci deve spaventare,
uniti nel presente lo possiamo far cambiare!

Sulle strade d’inverno, fra cristalli di sale,
troveremo la forza di riprenderci il sole.
Sulle strade d’inverno, dove freddo è il respiro,
dalla pioggia e la neve io ti offro riparo.

E delicatamente la notte abbraccia il giorno,
il velo si dissolve al sole del risveglio.

Ti affacci per scoprire che tutto è ancora uguale.
C’è ghiaccio sopra ghiaccio e non lo puoi spaccare.

Ma se crederai lo stesso che qualcosa può cambiare,
sarà come aprire gli occhi senza smetter di sognare!

Sulle strade d’inverno c’è chi vive lottando,
c’è chi ha troppi rimorsi ma nemmeno un rimpianto,
come neve nel vento, che non vuole cadere
sulle strade d’inverno senza fare rumore…

TORNA IN CIMA ALLA PAGINA

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • Tumblr
  • Yahoo! Buzz
  • RSS