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Il Vaticano è lo stato più ricco (e più piccolo) del mondo?

Se fosse vero qualcuno potrebbe considerarlo un controsenso morale, economico e, soprattutto, religioso. In questo articolo ho organizzato sinteticamente alcune delle fonti riguardanti il “welfare” della Santa Sede.

Segue il celebre dialogo del finale del film Shindler’s List (per cui tra l’altro mi scappa sempre la lacrimuccia):

 

Schindler's List

Una scena del finale di Schindler's List

Schtern:  <<Un verso del Talmud dice: “Chiunque salva una vita, salva il mondo intero”.>>
Schindler:  <<Avrei potuto farne uscire altri, avrei potuto salvarne altri… Non lo so, se soltanto io… avrei potuto salvarne altri…>>
St: <<Oskar ci sono 1100 persone che sono vive grazie a lei!  Le guardi…>>
Sc: <<Se avessi avuto più denaro…Ho… ho buttato via tanto di quel denaro, lei non ha idea …se soltanto io…>>
St: <<Ci saranno altre generazioni per quello che lei ha fatto.>>
Sc: << Non ho fatto abbastanza.>>
St: <<Ha fatto tanto invece…>>
Sc: << La macchina… Goeth l’avrebbe comprata, perché l’ho tenuta? Dieci persone per questa…dieci persone…dieci persone in più. Questa spilla: due persone. Questo è oro…due persone in più, me ne avrebbero date due… almeno una…me ne avrebbero data una, una in più… una persona in più… una persona Schtern… per questa… avrei potuto avere una persona in più e non l’ho fatto … e non l’ho fatto! >>

Link al dialogo su You Tube (guardare dal min 6.10)

La prima settimana di vita di questo blog è andata. Dopo gli articoli sulla musica, i viaggi e la letteratura fantastica, oggi vi propongo un articolo un po’ più delicato: il Vaticano.

Premetto che quanto segue non ha niente a che vedere con la dottrina cristiana. Per quel che mi riguarda la religione è una questione metafisica, mentre l’esercizio del potere temporale è una questione decisamente fisica. Non si parla di teologia o fede, quanto di sfarzo e fame. Premetto altresì che la Chiesa, come sistema, fa tanto per i poveri: a cominciare da missionari (che spesso rischiano eroicamente la vita), monaci, parroci, frati e dai tanti volontari che servono alle mense dei poveri (un esempio che conosco bene è la Mensa di Madre Teresa di Calcutta in via Forze Armate a Milano).

Premesso tutto ciò, come molti di voi, anche io mi interrogo sul nesso che ci possa essere fra la ricchezza del Vaticano e la povertà nel mondo. E sinceramente non lo trovo, neanche lontanamente.
Anche perché su simili argomenti la religione cristiana offre dei modelli inequivocabili oggettivati negli stili di vita e negli insegnamenti di Gesù Cristo, San Francesco d’Assisi o Madre Teresa di Calcutta: Cristo nacque e visse povero (stando ai Vangeli), San Francesco lo divenne per scelta, Madre Teresa ha votato la sua vita ai poveri.


La Città del Vaticano, con i suoi soli 0,44 km² di superficie, è lo stato in assoluto più piccolo del mondo.
Non è invece possibile dire con certezza che se sia il più ricco, poiché i dati relativi alla sua ricchezza non sono mai stati resi pubblici, non essendo il Vaticano membro di alcuna organizzazione economica interstatale.

Qualche giornalista ha comunque provato a fare le sue indagini.

Segue un estratto da Lo Stato più ricco del Mondo” scritto da Marina Marinetti nel 2004, per Economy, il settimanale d’approfondimento economico di Panorama.

Il Tesoro Vaticano
Si tratta di una cifra importante: fonti attendibili – interne alla Curia Romana – parlano di 5,7 miliardi di euro tra contanti, oro, valute, azioni e titoli (escludendo quindi gli immobili e gli inestimabili tesori d’arte), ma potrebbero essere il doppio o dieci volte tanto, perché nessuno può dirlo con certezza visto il riserbo che copre le finanze della Santa Sede.

Una multinazionale con 4.649 diocesi
Il Papa è il monarca assoluto dello Stato più piccolo e al tempo stesso più ricco del mondo in termini relativi. La Città del Vaticano si estende su 44 ettari di superficie e conta 911 residenti, solo 532 dei quali hanno anche la cittadinanza. Non produce beni e i suoi servizi sono gratuiti, o quasi. Per analizzarne i ricavi non è possibile fare riferimento all’incalcolabile patrimonio, ma solo ai profitti conosciuti dei suoi investimenti, mobili e immobili, e ai versamenti delle diocesi per il sostentamento dell’organizzazione centrale della Chiesa: un totale di oltre 216 milioni di euro all’anno, quelli iscritti ufficialmente nel bilancio dell’Amministrazione patrimonio Sede Apostolica (Apsa).

Partendo da questo dato, il prodotto nazionale lordo pro capite di ognuno dei 532 cittadini è di 407.095 euro, oltre dieci volte quello del Lussemburgo (38.830 dollari nel 2002), che sta in testa alle classifiche della Banca Mondiale, mentre l’Italia è al 27° posto con 18.960 dollari all’anno. C’è però un altro elemento di cui tener conto: se la Chiesa cattolica è universale, non lo sono i suoi bilanci. Ogni diocesi – compreso il Vicariato di Roma – e ogni ordine religioso fanno storia a sé. Ciascuno gestisce un patrimonio proprio, fatto di immobili, titoli e, spesso, anche società, si finanzia con le offerte dei fedeli, redige un consuntivo ogni anno. Il Vaticano pure. Anche se le cifre e la complessità della struttura finanziaria sono di ben altro livello. Perché il Papa è il capo della Chiesa più potente del mondo, quella cattolica, con 4,9 milioni tra vescovi, sacerdoti, diaconi e professi, 792 mila religiose e 1 miliardo di fedeli. Un’organizzazione imponente, articolata in 4.649 diocesi riunite in 110 conferenze episcopali.

Mille immobili a Roma
A rimpinguare le casse dell’Apsa sono altri settori: quello immobiliare innanzitutto, ancora in mano alla Sezione Ordinaria. Un patrimonio immenso costituito soprattutto da basiliche e santuari. Il resto, vale a dire 1.000 immobili tra uffici, negozi e appartamenti a Roma (compreso l’ultimo acquisto: un palazzo in via della Conciliazione, stimato 50 milioni di euro) nel 2002 ha reso alla Santa Sede 19 milioni, 25 di uscite e 44 di entrate.

Leggi l’articolo intero di Marina Marinetti (riportato su www.maurizioturco.it)

 

Secondo quanto riportato, fra gli altri, da Il Giornale (31 maggio 2010, Gian Marco Chiocci) il 20% dell’intero patrimonio immobiliare italiano apparterrebbe alla Chiesa.

Stando alle stime (non ufficiali) il 20 per cento dell’intero patrimonio immobiliare italiano farebbe riferimento alla Chiesa di Roma che nella Capitale vedrebbe salire percentualmente la sua potenza edilizia fino a un quarto dell’intero comparto: ventitremila fra terreni e fabbricati (appartamenti, negozi, uffici eccetera) intestati a centinaia di entità diverse fra enti, diocesi, istituti, congregazioni, confraternite, società, tutte realtà comunque riconducibili al Vaticano.

Un numero imprecisato di appartamenti per migliaia di unità. Quasi 600 palazzi fra istituti e conventi, 50 monasteri, più di 500 chiese, 22 conventi, 400 immobili fra case generalizie, cliniche private, ospizi, case di riposo, residenze private, scuole, seminari, oratori, una quarantina di collegi e via discorrendo. Un patrimonio continuamente aggiornato e incrementato dal trading immobiliare e da sempre crescenti lasciti e donazioni dei fedeli (su Roma, nel 2008, se ne registrarono la bellezza di 8mila). Calcolando per difetto gli esperti contano in oltre 115mila proprietà il vero tesoro vaticano in tutta Italia.

Leggi l’articolo intero di Gian Marco Chiocci

 

Sui precedenti dati ha successivamente investigato anche la trasmissione Exit de La7, nella puntata Casa e Chiesa del 28 giugno 2010, visibile per intero al seguente link. Guarda Casa e Chiesa

Chi volesse indagare personalmente su come viene ripartito l’8×1000 destinato alla Chiesa lo può fare semplicemente collegandosi al sito www.8xmille.it della stessa Chiesa Cattolica.
Ve ne faccio un riassunto.

Ripartizione storica
38% Sacerdoti
24% Diocesi italiane
29% Interventi nazionali
9% Terzo mondo

Ripartizione dettagliata (dati del 2009):
Assegni Totali: 968 milioni di euro
Sacerdoti: 381 milioni di euro
Diocesi Italiane: 246 milioni di euro (Culto e pastorale 156 mil, Carità 90 mil)
Interventi nazionali: 297 milioni di euro (Edilizia di culto 122 mil, Culto e pastorale 80 mil, Beni culturali 65 mil, Carità 30 mil)
Terzo Mondo: 85 mil

Immagine da 8x1000.it

La ripartizione su 8x1000.it

Tirando le somme su 968 milioni derivanti dall’8×1000, soltanto 205 milioni finiscono in opere di carità e Terzo Mondo (per i giri burocratici con cui la Chiesa percepisce anche la maggior parte degli 8×1000 non espressamente devoluti vi rimando alla parte finale della trasmissione de La7 segnalatavi in precedenza).

Detto ciò, sul forum di Catholic Answers ho trovato il seguente ed emblematico scambio di post, che vi traduco in italiano, ma che potrete leggere di persona in inglese al seguente link.
Vai al Forum.

Il titolo del post è Il Papa/Vaticano è ricco?

Un membro in data 4 ottobre 2006 domanda:

“Ciao ragazzi, l’altro giorno sono stato coinvolto in una discussione con due compagni di lavoro (entrambi ex cattolici) ed è venuto fuori questo argomento. Abbiamo discusso di religione, morale ecc. e penso di avere difeso la Chiesa abbastanza bene. Comunque, loro dicevano che il Papa e il Vaticano sono ricchi e potrebbero spazzare via il debito del Terzo Mondo in un istante. Mi hanno anche chiesto come mai il Papa indossa un grosso anello prezioso quando ci sono persone che muoiono di fame.

Non sono stato troppo pronto nel confutare queste accuse, che ho sentito anche in precedenza, principalmente dai protestanti.
Se qualcuno potesse informarmi a riguardo gliene sarei grato”.

Papa Benedetto XVI

Papa Benedetto XVI

Gli risponde Malcom McLean autore di 12 Common Atheist Arguments (refuted), libro che spiega come confutare i dodici punti di forza della dialettica atea.

“La Chiesa ha più di un miliardo di membri. Quindi se ognuno di essi donasse soltanto un dollaro, sarebbe una delle organizzazioni più ricche del mondo.

L’anello del Papa è senza dubbio un costosissimo gioiello. Ma servirebbe a rifondare il debito del Terzo Mondo soltanto per qualche secondo. Le proporzioni finanziarie sono completamente differenti.
Anche se si dessero ai poveri tutte le risorse della Chiesa, si otterrebbero soltanto risultati temporanei. Sarebbe un po’ come dire “non spendere soldi per la ricerca perché ci sono malati di Alzherimer che non riescono a trovare le cure infermieristiche necessarie”. Nel breve periodo, sì, si pagherebbe per trovare qualche infermiera in più, ma sul lungo periodo, senza ricerca non ci sarebbero i farmaci”.

Premesso che, a mio modo di vedere, la “ricerca” religiosa dovrebbe essere spirituale e non materiale, non posso che ripensare al precedente dialogo di  Schindler’s List:

Sc: La macchina… Goeth l’avrebbe comprata, perché l’ho tenuta? Dieci persone per questa…dieci persone…dieci persone in più. Questa spilla: due persone. Questo è oro…due persone in più, me ne avrebbero date due… almeno una…me ne avrebbero data una, una in più… una persona in più… una persona Schtern… per questa… avrei potuto avere una persona in più e non l’ho fatto … e non l’ho fatto!

Come già detto, la Chiesa come sistema fa tanto per combattere la povertà. Ma quante persone in più si potrebbero salvare vendendo parte dei tesori vaticani? Vengono prima i beni da museo o le persone? Quanto vale una vita?

Qualcuno là in alto può darci delle risposte!??!

L’argomento è delicato. Per tanto se qualcuno volesse commentare (ben venga!), vorrei che lo facesse in toni civili e rispettosi della democrazia di pensiero e culto.

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