• Senza categoria

Via del Campo e il 29 rosso

La visita al “tempio dei cantautori Genovesi”, sorto dalle ceneri dello storico negozio Musica Gianni Tassio, nella via cantata da De André.

Via del Campo

Via del Campo

In Via del Campo ci sono notoriamente una “graziosa”, una “bambina” e una “puttana”. Ci va anche un “illuso” con propositi matrimoniali e, oggi, c’è persino una targa di pietra che ricorda: “dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.

Qualche settimana fa in Via del Campo c’ero pure io. Giunto a Genova per lavoro, con una troupe televisiva francese al seguito, che tra le altre cose, aveva bisogno di filmare i posti noti della città. Potevo forse farmi scappare l’occasione di unire l’utile al dilettevole?

Allez-y mes amis! Tutti in pellegrinaggio ad omaggiare il Maestro, che ormai, di riffa o di raffa, ha acquisito due nuovi fan parigini.

La Santiago de Compostela di musica e poesia si trova in un groviglio di crêuza de mä (plurale crêuze?), ovvero la Città Vecchia. Area caratteristica dove ho avuto modo di constatare che effettivamente nelle ombrose vie  “il sole del buon Dio non dà i suoi raggi”, forse per l’altezza e la vicinanza dei palazzi, o forse perché effettivamente deve avere “troppi impegni per scaldar la gente d’altri paraggi”.

Targa De André

"Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...", targa commemorativa di Fabrizio De André.

Non era la prima volta che visitavo Genova. Quando ero bambino, i miei genitori si recavano al porto per imbarcarsi e fare rotta verso la Corsica o la Sardegna, oppure per ammirare gli squali e i delfini del celebre Acquario.

Era invece la prima volta che tornavo nel capoluogo ligure, post-overdose da Fabrizio De André dell’estate 2010; quando ho macinato 4.000 km tra Costa Azzurra, Provenza, Camargue e Costa Brava con in macchina l’opera omnia di Faber: i sei cd di In direzione opposta e contraria. Cosa mi ha insegnato la sbornia musicale? Sicuramente, come diceva mio nonno , che “devo ancora mangiarne di michette”… e più praticamente una maggiore attenzione su pertinenza, interpretazione, credibilità e saggezza (spero che i nuovi brani a cui sto lavorando rispecchino una maturazione sotto questi punti di vista).

In ogni modo, con le note e la voce del cantautore genovese nella colonna sonora mentale di ogni passo, Genova ha acquisito colore, odore e sapore:

il massiccio pizzaiolo anziano con il grembiule sporco di sugo, il mare insinuato tra l’acciaio e la ruggine del porto, il murales azzurro del sottopassaggio con dipinti De André e la sua chitarra; e ancora gli odori di focaccia appena sfornata, le bandiere rosso-blu calate dai balconi (chiedo venia ai sampdoriani), le salite, le discese, le case tirchie di spazio l’una appiccicata all’altra, l’accento genovese dell’uscere dell’albergo e quella scritta sul muro “ci hanno insegnato la meraviglia verso la gente che ruba il pane, ora sappiamo che è un delitto il non rubare quando si ha fame”.

Dal brano "Nella mia ora di libertà..."

In Via del Campo, difronte alla targa commemorativa con le effige del suo celebre cantore, c’è il numero 29, che un tempo era sede dello storico negozio Musica Gianni Tassio, e che recentemente, dopo la morte dell’omonimo proprietario, è stato ridisegnato come Via del Campo 29 rosso.

Per entrare nella “casa dei cantautori genovesi” bisogna attraversare un corridoio bianco con alle pareti le immagini dei vari De André, Paoli, Tenco, Lauzi, Fossati…

Via del Campo rosso 29

Via del Campo 29 rosso

Avete presente Gardaland per un bambino? 🙂

Il mini tunnel sfocia in una stanza a metà tra un museo/ente di promozione culturale/turistica e un negozio che vende cd, canzonieri, biografie, saggistica, dischi rari, merchandising relativi ai cantautori genovesi. Alle pareti spartiti, manoscritti e vinili appartenuti sostanzialmente a De André, mentre appesa al soffitto, all’interno di una teca, troneggia una chitarra acustica, sempre del poeta genovese.

Il mio tour non poteva che terminare con un acquisto (e come fare altrimenti!?): una maglietta recante lo slogan del negozio “la musica è la chiave”, con l’immancabile chiave di basso a fianco.

Che dire d’altro: non vi rimane che fare come me e visitare Via del Campo 29 rosso, per sentirvi a casa, magari un po’ genovesi, dimenticando per un attimo di essere turisti.

Così, mentre constato di essermi infatuato ancora una volta di una città che non è la mia (prima di Genova, avvenne lo stesso con Roma), vi comunico che ho già acquistato due biglietti per l’Acquario. La scusa ufficiale con me stesso è “non ho mai visto prima la nuova Biosfera”. In realtà, confido anch’io, prima o poi, di scolpire sulla mia faccia “quell’espressione un po’ così”.

La Musica è la Chiave!

SEGUI MARCO DI NOIA SU TWITTER

RESTA AGGIORNATO SUGLI ARTICOLI DEL BLOG ABBONDANDOTI AI FEED RSS

Marco di Noia – Fan Page Ufficiale | Promote Your Page Too

  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Google Bookmarks
  • Google Buzz
  • Tumblr
  • Yahoo! Buzz
  • RSS

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *